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Tra storia e Nona Arte, Giovanni dalle Bande Nere rivive in romagnolo

Di Fanzinotecario Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 18 luglio 2026
Tra storia e Nona Arte, Giovanni dalle Bande Nere rivive in romagnolo

Il fumetto incontra la storia, il dialetto romagnolo e l’arte incisoria in un progetto editoriale che unisce memoria, tradizione e innovazione. In occasione del cinquecentenario della scomparsa di Giovanni dalle Bande Nere (1526-2026), la Fumettoteca Nazionale Alessandro Callegati “Calle” presenta “Giovanni dalle Bande Nere – Il Gran Diavolo – 500 anni del Condottiero Mediceo”, un albo celebrativo che restituisce voce al celebre condottiero, figlio di Caterina Sforza, attraverso l’autenticità della lingua romagnola.

La novità più significativa dell’edizione è rappresentata dalla copertina, trasformata in una vera opera d’arte. L’artista incisore Cesare Camorani ha infatti realizzato una xilografia originale stampata a torchio, con ogni singola copertina impressa manualmente. Un lavoro artigianale che rende ogni copia unica, conferendole un valore artistico e collezionistico raro nel panorama editoriale contemporaneo.

Il progetto nasce dall’incontro tra competenze storiche, artistiche e linguistiche. Fondamentale il contributo dello studioso Maurizio Balestra, dell’associazione cesenate Te ad chi sit e fiol?, che ha curato l’adattamento in dialetto romagnolo, garantendo rigore filologico e ricchezza espressiva.

L’opera prosegue il percorso della Fumettoteca dedicato alla valorizzazione dell’identità culturale romagnola attraverso il linguaggio della Nona Arte. Dopo i riconoscimenti ottenuti con i precedenti progetti dedicati alla parodia romagnola di Diabolik e a Caterina Sforza nell’ambito del Premio Letterario Nazionale “Salva la tua lingua locale”, il nuovo volume è candidato alla prossima edizione del prestigioso concorso nazionale, portando ancora una volta la cultura romagnola all’attenzione del panorama italiano.

«Il fumetto su Giovanni dalle Bande Nere non è soltanto un omaggio a uno dei più grandi capitani di ventura del Rinascimento italiano – afferma GianLuca Umiliacchi, direttore della Fumettoteca – ma un ponte tra generazioni, capace di unire la forza narrativa del fumetto, la matericità dell’incisione antica e la vitalità della lingua madre. Il dialogo tra tecniche tradizionali, strumenti digitali e intelligenza artificiale dimostra come conservazione e innovazione possano convivere, offrendo nuove opportunità alla tutela del patrimonio culturale».

Il progetto propone infatti una riflessione sul ruolo delle nuove tecnologie nella salvaguardia delle lingue locali. In un contesto in cui la globalizzazione tende a uniformare linguaggi e tradizioni, il dialetto romagnolo diventa protagonista di un’esperienza di Digital Public History, capace di valorizzare il patrimonio linguistico senza relegarlo alla sola memoria, ma rendendolo uno strumento vivo di comunicazione e identità.

La Fumettoteca conferma così la propria vocazione di laboratorio culturale, dimostrando come il fumetto possa trasformarsi in un efficace mezzo di divulgazione storica, inclusione sociale e valorizzazione delle tradizioni locali. Far parlare in romagnolo una figura simbolo della storia italiana significa restituire vitalità a una lingua che rischia di essere dimenticata e costruire un ponte tra passato e futuro attraverso uno dei linguaggi più popolari e universali della contemporaneità. Per informazioni: 3393085390 (ore 10,00-1800) – fumettoteca@fanzineitaliane.it.

L'autore

Fanzinotecario
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Esperto e attento ricercatore dei linguaggi giovanili, in particolare modo il linguaggio veicolato dalla produzione dell'editoria indipendente giovanile, con alle spalle studi di Tecnico Operatore Sociale è da oltre un decennio impegnato nella ricerca, studio e lavoro inerente alla produzione dell'editoria fanzinara nazionale. Filologo e storico delle fanzine italiane è autore di varie pubblicazioni e numerosi articoli, saggi, cronologie e bibliografie diffuse su periodici ufficiali ed amatoriali, riviste specializzate e webzine, un operato che testimonia il suo interesse per lo studio, la ricerca e la documentazione relativa all'universo, agli autori e alla produzione fanzinara. A questi prodotti amatoriali realizzati dal 1977 al 1997 ha dato alle stampe il primo, e finora unico, lavoro di catalogazione pubblicato in Italia. Coordinatore e organizzatore, nonché docente, di workshop, corsi, seminari rivolti al mondo dell’editoria fanzinara italiana, svoltisi con successo in varie città, eventi che hanno sempre riscosso notevole interesse da parte dei partecipanti.

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