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Scuola imbrattata dopo la maturità: «Pulizia a spese della comunità, serve una denuncia»

Di Staff 4live Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 3 luglio 2026
Scuola imbrattata dopo la maturità: «Pulizia a spese della comunità, serve una denuncia»

Diventa un caso politico e pedagogico il comportamento dei neo-diplomati del Liceo Scientifico “Fulcieri Paulucci di Calboli” di Forlì, finiti al centro delle polemiche per i festeggiamenti post-esami giudicati da molti eccessivi e degradanti. Sulla vicenda interviene duramente Raffaele Acri, consigliere del Quartiere Resistenza, che definisce “preoccupante e incongrua” la posizione espressa dalla direzione didattica dell’istituto superiore.

Al centro della contestazione ci sono quelli che Acri non esita a bollare come veri e propri “atti vandalici“: pavimenti imbrattati con un mix di farina, uova e spumante proprio all’ingresso della scuola. Un caos che ha visto il comprensibile rifiuto degli operatori scolastici a intervenire per le pulizie, e che si sarebbe consumato – aspetto ancora più grave secondo il consigliere – sotto gli occhi e gli applausi “incomprensibili” delle famiglie dei ragazzi.

A finire sul banco degli imputati è soprattutto la reazione della scuola. Per il consigliere di Quartiere, la nota diffusa dal Liceo Calboli rappresenta una “mera resa“, un pericoloso scaricabarile sull’educazione civile dei giovani. “L’istituto – attacca Acri – si è limitato a stigmatizzare i comportamenti che hanno danneggiato le aree comuni, evitando però di assumere qualsiasi provvedimento concreto o di sporgere denuncia per i danni, una responsabilità che chiama in causa anche la Provincia in quanto proprietaria dell’infrastruttura“.

La critica stringente riguarda il messaggio educativo che viene trasmesso alle nuove generazioni. Se nessuno avrebbe criticato il lancio di coriandoli o festoni, tollerare il danneggiamento degli spazi pubblici rischia di far passare l’idea che sia possibile imbrattare la città restando impuniti e lasciando i costi di ripristino a carico della collettività. “Quale impronta di civile educazione stiamo consegnando a ragazzi che domani formeranno la classe dirigente?” si chiede Acri, esortando direzione didattica, corpo docente, Provincia e famiglie a una profonda riflessione comune.

La polemica, tuttavia, assume rapidamente anche contorni politici. Acri punta infatti il dito contro il vicecoordinatore e la coordinatrice del Quartiere Resistenza, esponenti del Movimento 5 Stelle, accusati di aver pubblicato una lettera in cui giustificano queste tensioni giovanili come “conseguenza delle politiche liberiste e della mancanza di investimenti nei servizi sociali“. Una lettura definita da Acri “utopica e priva di progettualità“, che dimentica le responsabilità del M5S quando è stato al governo della nazione.

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