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Rischio idrogeologico, Buonguerrieri: «In Romagna un disastro annunciato da oltre vent’anni»

Di Staff 4live Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 15 luglio 2026
Rischio idrogeologico, Buonguerrieri: «In Romagna un disastro annunciato da oltre vent’anni»

L’alluvione che ha ferito la Romagna torna al centro dello scontro politico nazionale e regionale dopo le ultime audizioni della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico. A lanciare un durissimo affondo contro la gestione locale è la deputata di Fratelli d’Italia Alice Buonguerrieri, segretario della Commissione, che definisce gli eventi drammatici degli ultimi anni come un “disastro annunciato e almeno in parte evitabile“.

Al centro della polemica ci sono le dichiarazioni del geologo Riccardo Galassi, la cui recente testimonianza davanti ai commissari avrebbe confermato come le fragilità del territorio romagnolo e i relativi interventi di messa in sicurezza fossero noti alle autorità da oltre due decenni.

Secondo quanto riferito dalla parlamentare, i Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) e i Piani stralcio (PSAI) elaborati a partire dal 2000 avevano già individuato con precisione millimetrica le aree critiche tra i bacini dell’Idice e del Savio, indicando la necessità di realizzare vasche di laminazione e di garantire una manutenzione sistematica di alvei e vegetazione. Opere e interventi che, tuttavia, in Romagna non avrebbero trovato attuazione, causando un progressivo accumulo di sedimenti che ha ridotto la portata dei fiumi e ostruito i passaggi in corrispondenza dei ponti.

La ricostruzione della deputata si fa ancora più stringente quando cita gli studi del 2009 e del 2011, i quali avevano evidenziato la specifica debolezza degli argini romagnoli: le rotture arginali si sarebbero verificate proprio nei punti segnalati da quelle perizie, aggravate dalla crescita incontrollata di fitta vegetazione e dalla presenza di animali fossori. Sotto la lente della Commissione finiscono anche i lavori più recenti, con l’esperto che ha giudicato “insufficienti o errate” alcune delle opere realizzate dopo il 2023.

A incrinare ulteriormente la tesi della pura fatalità si aggiunge la contestazione sulla reale “eccezionalità” degli eventi meteorologici. Stando a quanto emerso dall’audizione di Galassi, per definire la portata dell’evento non sarebbe stato applicato il metodo standard dell’ISPRA basato sui tempi di corrivazione tipici di ciascun bacino idrografico; un approccio scientifico diverso che, secondo Buonguerrieri, avrebbe portato a conclusioni differenti, come peraltro già confermato dai consulenti tecnici del Tribunale di Ravenna.

Il quadro delineato si traduce così in un esplicito atto d’accusa politico verso i vertici regionali. Per Fratelli d’Italia, le responsabilità della Regione Emilia-Romagna appaiono ormai evidenti e cristallizzate in anni di omissioni, ritardi e mancata prevenzione di fronte a criticità ampiamente documentate.

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