Il futuro del territorio, la sostenibilità ambientale e il benessere animale accendono il dibattito a Palazzo Comunale. Al centro dell’ultima seduta del Consiglio si è legata la discussione sull’autorizzazione per l’ampliamento e l’ammodernamento di un allevamento intensivo di suini situato in via dei Braccianti, nella frazione di San Martino di Villafranca.
La delibera ha incassato un voto favorevole quasi unanime da parte delle forze politiche presenti in aula. Nei diversi interventi a sostegno del provvedimento, i consiglieri di maggioranza e parte dell’opposizione hanno sottolineato come i nuovi interventi strutturali permetteranno un miglioramento delle condizioni della struttura e, di conseguenza, un maggiore “benessere animale”.
Una visione radicalmente contestata dal Movimento 5 Stelle e dalla consigliera Loretta Poggi (PD), che hanno rappresentato l’unica voce fuori dal coro esprimendo un netto voto contrario. Secondo gli esponenti pentastellati, accostare il concetto di “benessere” alla realtà degli allevamenti intensivi rappresenta un eufemismo e un controsenso logico, data la natura stessa del ciclo di vita degli animali in queste strutture, dalla nascita fino alla macellazione.
Le ragioni del “no” si muovono su due binari precisi: l’impatto climatico globale e la sicurezza idrogeologica locale. Sul primo fronte, il M5S ha ribadito la necessità di contrastare un modello di sviluppo e di consumo non più sostenibile, individuando negli allevamenti intensivi una delle principali fonti di inquinamento e di emissioni di CO2, ritenute responsabili delle ondate di calore anomale che stanno caratterizzando la stagione estiva.
La richiesta è quella di una drastica riduzione, e di un progressivo superamento, di tali insediamenti a tutela delle future generazioni. Sul piano locale, la preoccupazione si concentra sulla collocazione geografica del sito, situato a brevissima distanza dal fiume Montone, in un’area già duramente colpita dalle alluvioni e considerata ad alto rischio. Dal Gruppo Territoriale del M5S di Forlì si leva una critica alla politica delle deroghe: nonostante i ripetuti proclami sulla necessità di bloccare l’edificazione e i nuovi insediamenti produttivi nelle zone alluvionabili, l’approvazione di ieri dimostrerebbe una tolleranza eccessiva proprio nel momento del passaggio dalle parole ai fatti.
Il Movimento 5 Stelle ci tiene a precisare che non vi è alcuna preclusione nei confronti delle attività economiche e del tessuto produttivo forlivese. Tuttavia, la sfida ecologica attuale impone di trovare una sintesi lungimirante capace di conciliare il lavoro con la tutela dell’ambiente, per evitare che i costi ambientali e sociali diventino, nel prossimo futuro, insostenibili.