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Cercasi ancora strapuntino in giunta Zattini?

Di Franco D'Emilio Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 13 luglio 2026
Cercasi ancora strapuntino in giunta Zattini?

Qualche protagonista della politica del centrodestra forlivese, ovviamente considerato dai cittadini e dagli elettori forlivesi quanto un gatto attaccato ai maroni, molto pateticamente non si rassegna all’evidenza che per lui o per lei non ci sia nemmeno più lo spazio minimo di uno strapuntino da assessore nella giunta Zattini. Colui o colei non s’arrende, ormai in sempre più manifesta crisi d’astinenza dal potere locale e ancora non pago delle personali, magre figure, sinora pubblicamente collezionate.

Costui o costei ha provato e insiste a provarle tutte: cambio di partito; costituzione di tragicomici gruppi raccogliticci locali del mediocre con il peggio; la cocciutaggine di non voler essere improvvisamente escluso, abbandonato dall’amichettismo del centrodestra, ovvero il favoritismo di chi governa la città e la nazione per promuovere amici, sostenitori, perlopiù senza merito e, peggio ancora, persino ripudiati dai cittadini ed elettori. Insomma, difficile per questi beneficiari di trascorso amichettismo accettare di star fuori dalla catena degli amici degli amici degli amici.

Di costoro non ci liberiamo più dei loro ripetuti, ossessivi tentativi di tornare in sella, magari ad un assessorato od altro, nonostante essi siano immeritevoli mezze teste con la pretesa di sentirsi geni della politica o petulanti ascari collaborazionisti. Così, in questi giorni, mentre i forlivesi corrono, piedi a mollo, a ristorarsi sulla battigia delle spiagge romagnole, gli irriducibili trombati del centrodestra locale riprovano a tessere la loro tela di ragno perché, finalmente, si realizzi, a loro favore, un rimpasto di giunta e qualche attribuzione di altro incarico.

Non un rimpasto necessario, ma solo un rimpastino pretestuoso a vantaggio personale, che non rappresenta un rinforzo utile all’attività della giunta Zattini, ma piuttosto ricorda il “rinforzino” penoso del conte Mascetti nel film Amici miei per integrare, rinforzare con “nove olive di numero, mezzo etto di stracchino” la magra cena di una frittatina con due uova per tre persone, offerta al giovane Luciano, figlio dell’amico giornalista Perozzi. Chissà, chi mai tra gli ostinati trombati del centrodestra forlivese vale vanamente quanto nove olive di numero oppure mezz’etto di stracchino molliccio!

Occhio, forlivesi, questa fregatura è nell’aria, tutta a scapito della vostra dignità di cittadini ed elettori, qualunque sia la collocazione politica di ciascuno di voi, a destra come a sinistra. Pare che un parlamentare cittadino, al solito imbarazzante “brillantone”, sia concretamente impegnato ad assecondare questo ennesimo tentativo di “mercato delle vacche” nella giunta Zattini, mentre la città è narcotizzata dai beceri, perché tali, alla fine, risultano, “mercoledì nel cuore” e dalla convivialità serale in qualche strada cittadina, da tempo in attesa di un’ormai impossibile resurrezione a nuova vita.

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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