Si è concluso nei giorni scorsi il laboratorio artistico e creativo realizzato nella scuola primaria Raoul Follerau di Grisignano, un percorso che ha coinvolto bambini, insegnanti, artiste, università e famiglie in un’esperienza di arte partecipata capace di trasformare una ferita in un’opportunità di crescita condivisa. L’iniziativa è nata con l’obiettivo di restituire nuova vita agli spazi scolastici vandalizzati lo scorso anno. Attraverso il lavoro collettivo dei bambini, quei muri sono tornati a essere patrimonio della scuola e della comunità, assumendo un significato nuovo fatto di colori, storie, emozioni e partecipazione.
Il progetto è stato realizzato grazie al finanziamento del progetto Pon “In viaggio con l’IC8” e del progetto europeo He Alphabetica, iniziativa internazionale che promuove l’accesso all’arte e all’educazione artistica per bambini e giovani a rischio di povertà o esclusione sociale attraverso percorsi inclusivi e partecipativi. Al percorso realizzato all’IC8 hanno partecipato l’insegnante Astrid Valeck, l’artista Laura Fuzzi e la professoressa Greta Zanoni del Dipartimento di Interpretazione e Traduzione dell’Università di Bologna.
Il laboratorio, ideato e condotto da Laura Fuzzi, si è sviluppato attraverso sei incontri durante i quali i bambini sono stati accompagnati nella creazione di due animali totemici, il riccio e la volpe, figure simboliche chiamate a proteggere la scuola. I partecipanti hanno realizzato grandi rappresentazioni artistiche degli animali, trasformandoli successivamente nei protagonisti di storie a fumetti ideate da loro stessi. Il fumetto è diventato così uno strumento per raccontarsi, dare forma alle emozioni e sperimentare linguaggi espressivi personali.
Nella seconda parte del percorso sono nate le rondini, simbolo del viaggio e della crescita. Una parte di esse è stata utilizzata come maschera per il murales collettivo dipinto sui muri della scuola, mentre l’altra è stata decorata e installata negli spazi interni dell’edificio scolastico. Ogni rondine porta con sé una parola, un’emozione emersa dal confronto e dalla vita quotidiana a scuola. Il loro volo rappresenta le storie dei bambini che si diffondono nel mondo, portando con sé esperienze, relazioni e desideri. Una sezione dell’opera è stata inoltre dedicata alla traduzione delle parole-emozioni in diverse lingue e dialetti, compreso il romagnolo, dando vita a un vero e proprio “muro delle parole” destinato a crescere e arricchirsi nei prossimi tre anni di progetto.
Fondamentale è stata anche la partecipazione delle famiglie, coinvolte attraverso l’associazione genitori e protagoniste delle giornate dedicate alla realizzazione del murales e delle rifiniture finali. Il laboratorio ha così unito scuola, famiglie, università e territorio attorno a un’opera collettiva che ha restituito alla comunità spazi precedentemente danneggiati, trasformandoli in luoghi di incontro, espressione e appartenenza. A completare il lavoro, l’artista Laura Fuzzi ha reinterpretato i personaggi ideati dai bambini trasformandoli in figure artistiche permanenti, oggi visibili sul muro della mensa scolastica: un segno concreto e duraturo di un’esperienza che continuerà a raccontare, giorno dopo giorno, il valore della creatività condivisa.