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Predappio

«Predappio non è un simbolo neofascista»: il PD dice no sull’apertura della sede di Forza Nuova

Di Tommaso Di Lauro Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 19 giugno 2026
«Predappio non è un simbolo neofascista»: il PD dice no sull’apertura della sede di Forza Nuova

L’annunciata apertura di una sede di Forza Nuova a Predappio accende lo scontro politico e riapre una ferita mai del tutto rimarginata nel Comune romagnolo. A farsi portavoce del profondo dissenso di una parte consistente della cittadinanza è il Partito Democratico locale, che ha diffuso una nota durissima in cui definisce il movimento di estrema destra una presenza «sgradita, divisiva e antidemocratica», chiedendo un fronte comune a tutte le forze istituzionali per respingere quello che viene percepito come un vero e proprio affronto alla storia del territorio.

Per i democratici predappiesi, il tentativo di Forza Nuova di mettere radici nel paese va ben oltre la normale dialettica politica, configurandosi come «una vergogna e un pericolo». Nel comunicato si legge una netta condanna della matrice ideologica del movimento, accusato di portare avanti «l’apologia di un dittatore che tante responsabilità ha avuto nelle più grandi tragedie del secolo scorso» e l’esaltazione di un fascismo che si manifesta ancora oggi sotto forma di «suprematismo, razzismo e violenza».

Il timore, espresso con forza dal PD, è che Predappio possa ripiombare nei «tempi bui» del passato, quando frange neofasciste arrivate da tutta Italia cercarono di trasformare il comune nel simbolo del proprio progetto politico, provocando momenti di drammatica tensione sociale. «I predappiesi non vogliono e non meritano questo pericolo – incalza la nota – e non meritano che si giochi con il loro paese e con la loro pelle».

Da qui nasce l’appello formale che dal livello locale si estende fino ai vertici dello Stato, interpellando Comune, Provincia, Regione e Governo affinché blocchino sul nascere questa strumentalizzazione. L’affondo politico principale è però rivolto al primo cittadino, Roberto Canali. Pur prendendo atto delle dichiarazioni del sindaco, che si è detto non felice di questa nuova apertura, il Partito Democratico chiede un passo formale e concreto: la convocazione immediata di tutte le forze politiche democratiche del Consiglio comunale, sia di maggioranza sia di minoranza.

L’obiettivo è la stesura di un documento unitario che metta nero su bianco, in modo netto e senza ambiguità, la totale contrarietà dell’intera comunità predappiese a una presenza definita «totalmente esterna, vergognosa e pericolosa». La palla passa ora all’Amministrazione comunale, chiamata a rispondere a una sollecitazione che promette di infiammare il dibattito pubblico locale nei prossimi giorni.

L'autore

Tommaso Di Lauro
Tommaso Di Lauro

Classe 1963, diploma in Ragioneria, iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti dal 1994. Appassionato di giornalismo e social network ha collaborato come giornalista pubblicista per la Gazzetta di Forlì, per la Gazzetta dello Sport, Corriere di Forlì e dal 2000 fino ad aprile 2013 per Il Resto del Carlino di Forlì. Da luglio 2011 è direttore di 4live.

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