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Le città romagnole tra le più inquinate d’Europa: ISDE chiede meno incenerimento a Forlì

Di Tommaso Di Lauro Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 20 giugno 2026
Le città romagnole tra le più inquinate d’Europa: ISDE chiede meno incenerimento a Forlì

La sezione di Forlì-Cesena di ISDE Medici per l’Ambiente esprime apprezzamento per la decisione del sindaco Gian Luca Zattini e della giunta comunale forlivese di respingere la richiesta avanzata da Hera Ambiente di aumentare la quantità di rifiuti trattati annualmente nell’impianto di Forlì, passando da 120.000 a 150.000 tonnellate. L’associazione, insieme alle altre realtà ambientaliste presenti nel Tavolo delle Associazioni Ambientaliste Forlivesi (TAAF), ribadisce da tempo la propria contrarietà all’utilizzo degli inceneritori come soluzione per la gestione dei rifiuti.

Secondo ISDE, infatti, anche gli impianti più moderni e dotati delle migliori tecnologie disponibili (BAT, Best Available Technology) non sarebbero in grado di trattenere completamente il particolato ultrafine, in particolare le polveri PM2,5 e di dimensioni inferiori, considerate tra le più dannose per la salute umana perché capaci di oltrepassare la barriera polmonare ed entrare nel circolo sanguigno.

L’associazione richiama inoltre l’attenzione sugli effetti dell’esposizione al particolato fine e al biossido di azoto, sostanze che la letteratura scientifica collega a numerose patologie respiratorie e cardiovascolari. A ciò si aggiunge il problema delle ceneri residue prodotte dall’incenerimento, che rappresentano circa un terzo del volume dei rifiuti bruciati e devono comunque essere conferite in discarica.

ISDE sottolinea come diversi studi abbiano evidenziato una maggiore esposizione ai rischi sanitari per le popolazioni residenti nelle aree prossime agli impianti di incenerimento. In particolare vengono citati gli studi regionali Moniter 1 e Moniter 2, condotti in Emilia-Romagna sugli abitanti che vivono in prossimità degli otto inceneritori regionali, nei quali sarebbero emersi incrementi significativi di nascite pretermine e aborti spontanei rispetto al resto della popolazione.

Tra le evidenze richiamate dall’associazione figura anche uno studio promosso nel 2017 dalla sezione ISDE Forlì-Cesena, con la collaborazione dei Comitati di Quartiere, sulla concentrazione di metalli pesanti nelle unghie dei bambini residenti in diverse zone della città. Secondo i risultati presentati, i bambini residenti nell’area nord-est di Forlì, e in particolare quelli che vivono entro tre chilometri dagli inceneritori, avrebbero mostrato concentrazioni di metalli pesanti superiori del 60% rispetto ai coetanei residenti nella zona sud-ovest e nelle aree più distanti dagli impianti.

Alla luce di questi elementi, ISDE auspica che il consenso registrato tra le diverse forze politiche cittadine in occasione del pronunciamento sull’impianto possa tradursi in un impegno condiviso per la progressiva riduzione dei quantitativi di rifiuti destinati all’incenerimento. L’associazione evidenzia inoltre come solo una quota limitata dei rifiuti trattati negli impianti forlivesi provenga effettivamente dal territorio locale.

Infine, i Medici per l’Ambiente richiamano le più recenti analisi sulla qualità dell’aria, i dati sanitari e le immagini satellitari che indicano come diverse città romagnole si trovino tra le aree europee maggiormente interessate dall’inquinamento atmosferico. Un quadro che, secondo ISDE, rende ancora più urgente adottare politiche orientate alla riduzione delle emissioni e alla tutela della salute pubblica.

L'autore

Tommaso Di Lauro
Tommaso Di Lauro

Classe 1963, diploma in Ragioneria, iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti dal 1994. Appassionato di giornalismo e social network ha collaborato come giornalista pubblicista per la Gazzetta di Forlì, per la Gazzetta dello Sport, Corriere di Forlì e dal 2000 fino ad aprile 2013 per Il Resto del Carlino di Forlì. Da luglio 2011 è direttore di 4live.

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