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Forlì

L’Anioc Romagna omaggia la nascita della Repubblica con una lezione di Maurizio Viroli

Di Gabriele Zelli Leggilo in 4 minuti
Aggiornato: 1 giugno 2026
L’Anioc Romagna omaggia la nascita della Repubblica con una lezione di Maurizio Viroli

Per celebrare adeguatamente l’ottantesimo anniversario del Referendum che portò alla proclamazione della Repubblica Italiana e delle elezioni che consentirono la formazione dell’Assemblea costituente per la redazione della Costituzione del nostro paese, l’Associazione Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche della Repubblica italiana, coordinamento per la Romagna, ha deciso di promuovere un incontro di formazione storica per gli studenti forlivesi.

La proposta ha trovato la piena disponibilità del professor Marco Lega, dirigente scolastico del Liceo Classico Giovan Battista Morgani di Forlì – dichiara l’Ufficiale Stefano Borreca, coordinatore Anioc per la Romagna – che ha ritenuto di coinvolgere tutte le classi V della scuola con i relativi insegnanti. Mentre come relatore è stato scelto il professor Maurizio Viroli, fra l’altro insignito dell’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana“.

Maurizio Viroli terrà una lezione-conferenza dal titolo “La nascita della nostra Repubblica”, a partire dal fatto che quei giorni di ottant’anni fa furono carichi di tensione e di incertezze. Come disse il giurista Piero Calamandrei, fra i fondatori nel 1942 del Partito d’Azione: “Mai nella storia è avvenuto, né mai ancora avverrà che una Repubblica sia stata proclamata per libera scelta di popolo mentre era ancora sul trono il re“. L’esponente politico fiorentino fotografò così la conclusione della lunga transizione dal fascismo alla democrazia culminata nelle giornate del 2 e 3 giugno 1946, quando il popolo italiano venne chiamato a scegliere tra monarchia e repubblica.

La fase dello scrutinio dei voti, però, si rivelò più irta di difficoltà del previsto, fino a far giungere il nostro Paese a un passo da una guerra civile. Finito lo spoglio delle schede per la Costituente, infatti, si passò a quelle riguardanti il referendum istituzionale e la situazione apparve subito incerta. I primi risultati, infatti, giunsero al Viminale tra la notte del 3 giugno 1946 e le prime ore del giorno 4. Nonostante il silenzio ufficiale del ministero competente iniziarono a circolare notizie sul fatto che, sorprendentemente, la Monarchia fosse in vantaggio.

Effettivamente i primi dati si riferivano a sezione elettorali del Sud dove i voti per la Repubblica erano molto inferiori però nel corso della giornata del 4 giugno e nelle ore successive cominciarono ad affluire al Viminale i verbali degli scrutini delle sezioni delle regioni settentrionali e centrali che davano la scelta per la Repubblica largamente superiore, soprattutto nei centri urbani. Ma la situazione di incertezza, la presentazione di alcuni ricorsi, le accuse di Umberto II di Savoia, il Re d’Italia dopo l’abdicazione il 9 maggio 1946 del padre Vittorio Emanuele III, nei confronti del governo di aver attuato un colpo di stato fecero temere lo scoppio di una guerra civile. Solo il 18 giugno la Corte di Cassazione ufficializzò la vittoria della Repubblica con il 54,26 per cento dei voti. Nel frattempo il 13 giugno 1946 il Re aveva scelto la via dell’esilio trasferendosi in Portogallo.

Maurizio Viroli, nato a Forlì nel 1953, è un filosofo e saggista, professore emerito di Teoria politica alla Princeton University, professore ordinario alla Università del Texas ad Austin e all’Università della Svizzera Italiana a Lugano. I suoi campi di ricerca sono la Filosofia politica e la Storia del pensiero politico ed ha come autori di riferimento Niccolò Machiavelli, Jean-Jacques Rousseau, Giuseppe Mazzini, Benedetto Croce, Carlo e Nello Rosselli. Alle numerose pubblicazioni scientifiche affianca l’attività di saggista e quella di editorialista. Collabora e ha collaborato ad alcune testate giornalistiche, tra cui La Stampa, il Sole 24 Ore e Il Fatto Quotidiano.

Maurizio Viroli è stato consulente della Presidenza della Repubblica Italiana per le attività culturali durante il settennato del Presidente Carlo Azeglio Ciampi (1999-2006) ed ha collaborato con la Presidenza della Camera dei Deputati durante la presidenza di Luciano Violante (1996-2001). Ha coordinato il Comitato Nazionale per la Valorizzazione della Cultura della Repubblica al Ministero dell’Interno ed è stato Presidente nazionale dell’Associazione Mazziniana Italiana.

Gabriele Zelli

L'autore

Gabriele Zelli
Gabriele Zelli

Ex sindaco di Dovadola, classe 1953, dal 1978 al 1985 dipendente del Comune di Dovadola. Come volontario in ambito culturale è stato dal 1979 al 1985 responsabile della programmazione del Cinema Saffi e dell'Arena Eliseo di Forlì e dal 1981 al 1985. Coordinatore del Centro Cinema e Fotografia del Comune di Forlì. Nel giugno 1985 eletto Consigliere comunale e nell'ottobre 1985 nominato Assessore comunale di Forlì con deleghe alla cultura e allo sport. Da quell'anno ha ricoperto per 24 anni consecutivi il ruolo di amministratore dello stesso Comune assolvendo per tre mandati le funzioni di Assessore e per due a quella di Presidente del Consiglio comunale. Dirigente e socio di associazioni culturali, sociali e sportive presenti in città e nel comprensorio. Promotore di iniziative a scopo benefico. E' impegnato a valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico di Forlì e della Romagna. A tale scopo dal 1995 ha organizzato una media di oltre 80 appuntamenti annuali, promuovendo anche interventi di recupero del patrimonio architettonico di alcuni edifici importanti o delle loro parti di pregio. Autore di saggi e volumi, collabora con settimanali, riviste locali e romagnole. Dirigente dal 1998 di Legacoop di Forlì-Cesena in qualità di Responsabile del Settore Servizi. Nel 1997 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.

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