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Forlimpopoli

Botta e risposta nel PRI: Poletti smantella il “giallo” delle tessere con 7 mesi di carteggi

Di Tommaso Di Lauro Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 18 giugno 2026
Botta e risposta nel PRI: Poletti smantella il “giallo” delle tessere con 7 mesi di carteggi

La bufera politica seguita al congresso straordinario della Consociazione forlivese del Partito Repubblicano Italiano si arricchisce di un nuovo dettagliato capitolo. Al centro del dibattito vi è la presunta “inconsapevolezza” dei vertici del PRI in merito a nuove richieste di tesseramento e alla nascita di sezioni locali, con la minoranza congressuale e la segreteria a confrontarsi sulla regolarità delle procedure. A fare chiarezza e a respingere la tesi secondo cui nessuno avrebbe mai visto gli elenchi degli aspiranti repubblicani a Forlimpopoli interviene direttamente Aride Poletti, consigliere comunale ed esponente di spicco dell’area laica forlivese.

Aride Poletti, che per ben tre volte ha presentato domanda di iscrizione al PRI nel tentativo di costituire una sezione locale, contesta apertamente la ricostruzione emersa sui media. Lo fa dati alla mano, sfoderando una cronologia di sette mesi di contatti (da novembre 2025 a marzo 2026) intercorsi con i vertici locali, regionali e nazionali del partito; una fitta corrispondenza scritta che, secondo il consigliere, smentisce categoricamente qualsiasi mancanza di contezza da parte dei vertici dell’Edera.

Il percorso documentale dettagliato da Poletti prende il via l’11 novembre 2025 con l’invio della prima domanda di iscrizione, accompagnata da altre otto richieste individuali e notificata per conoscenza a tutti i livelli della segreteria (Forlimpopoli, Consociazione e regionale). Da quel momento si dipana un fitto scambio: la risposta scritta del segretario locale il 21 novembre, un vertice comunale il 26 novembre, una seconda risposta il 18 dicembre e, a fine anno, una richiesta formale di chiarimenti sulle procedure di costituzione inviata fino alla segreteria nazionale.

Il carteggio prosegue nel gennaio 2026, con la segreteria nazionale che richiede il curriculum vitae di Poletti e la segretaria di Consociazione che esprime invece parere contrario alla nascita del nuovo circolo. Nonostante i freni interni, il 10 marzo 2026 Poletti e altri quattordici aderenti fondano ufficialmente la sezione “Artusi e Roncucci” appellandosi all’articolo 20 dello Statuto del PRI, trasmettendone il verbale otto giorni dopo e ricevendo, nello stesso giorno, una risposta scritta di riscontro.

«Non entro nel merito delle valutazioni politiche che ciascuno è libero di avere sul congresso e sul futuro del partito – dichiara Aride Poletti. – Ma sulla ricostruzione dei fatti relativi alla nostra sezione non c’è spazio per interpretazioni: ogni passaggio, dalla prima domanda di iscrizione alla costituzione della sezione, è documentato da scambi scritti con i segretari locali, regionali e nazionali. Chiunque voglia verificare può farlo, perché tutta la corrispondenza esiste ed è da me conservata, ed è a disposizione di chi lo chiederà. Credo che la trasparenza sia il modo più semplice per chiudere una polemica che altrimenti rischia di trascinarsi senza che i cittadini e gli iscritti abbiano gli strumenti per capire davvero cosa è successo».

Il consigliere si dice pronto a consegnare l’intero faldone agli organi di garanzia del partito o a renderlo pubblico per tutelare l’onorabilità degli iscritti e informare correttamente l’opinione pubblica. L’auspicio di Poletti è che la fase di “ascolto e rientro” sbandierata dalla Consociazione si trasformi in un esame di realtà basato sui documenti, convinto che la credibilità del PRI, specialmente agli occhi delle nuove generazioni, passi inevitabilmente dalla chiarezza e dal rispetto delle proprie regole interne.

L'autore

Tommaso Di Lauro
Tommaso Di Lauro

Classe 1963, diploma in Ragioneria, iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti dal 1994. Appassionato di giornalismo e social network ha collaborato come giornalista pubblicista per la Gazzetta di Forlì, per la Gazzetta dello Sport, Corriere di Forlì e dal 2000 fino ad aprile 2013 per Il Resto del Carlino di Forlì. Da luglio 2011 è direttore di 4live.

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