«Nonostante le continue segnalazioni dei cittadini le ripetute promesse della Giunta, a tre anni dall’alluvione i lavori di ripristino al Parco Urbano Franco Agosto non sono neppure cominciati. Un fatto grave tenuto conto sia delle dimensioni tutto sommato modeste dell’intervento, del valore di poco più di 2 milioni, che del fatto che il parco è uno dei simboli della città di Forlì. Quello che fa aumentare l’indignazione è che questa situazione non è il frutto del caso, o di cause di forza maggiore, ma di una serie di decisioni volute e totalmente sbagliate da parte della Giunta. La prima fra queste decisioni fatali è stata quella di non avviare da subito l’intervento di ripristino, anticipando la copertura dei costi con fondi comunali, in attesa del successivo arrivo delle risorse della struttura commissariale. Una scelta illogica e, oltretutto, totalmente in contrasto con quanto fatto dai Comuni vicini, da Faenza a Cesena, che non hanno esitato ad intervenire con proprie risorse per accelerare il recupero di alcuni fra i loro più importanti beni danneggiati dall’alluvione, che oggi, diversamente dal parco Urbano, sono già stati restituiti ai cittadini» è il commento del gruppo consiliare del Partito Democratico.
«Altrettanto fallimentare è stata la scelta di esternalizzare tutta l’attività di progettazione dell’intervento di recupero, e di affidamento dei lavori, alla società statale Consap: di rinvio in rinvio il cronoprogramma originario, che prevedeva la fine del cantiere nel maggio 2026, è già slittato a metà del 2027 e non si sa nemmeno se questa scadenza sarà rispettata. Ancora più inaccettabile è la vicenda del laghetto, per recuperare il quale il Comune aveva ricevuto una donazione da La7 di oltre 500.000 euro. Nonostante questi fondi fossero in cassa fin dall’inizio, ci sono voluti 3 anni, fino maggio di quest’anno, solo perché l’Amministrazione li assumesse a bilancio, con il risultato che l’intervento è ancora da realizzare e probabilmente non sarà finito prima del 2027» insistono in Dem.
«Se i lavori sono al palo, il parco è in forte sofferenza anche per la mancanza di cura e manutenzione ordinaria. Alla scelta del Comune di passare alla gestione diretta, non è infatti seguito alcun investimento adeguato alla sua rivitalizzazione e nemmeno per mantenerlo in condizioni dignitose per i cittadini, come dimostrano i rami caduti a terra per la nevicata di gennaio e mai rimossi, le lampadine rotte e non sostituite, e così via. La vicenda del parco è solo la punta dell’iceberg di una gestione della ricostruzione che a Forlì fa acqua da tutte le parti. Da un nostro recente accesso agli atti è infatti emerso che dei circa 3 milioni di euro di donazioni ricevute dal Comune da enti, imprese, associazioni, sindacati, 1,2 milioni (ossia il 40%) debbono ancora essere liquidati, cioè spesi effettivamente, perché gli interventi che avrebbero dovuto finanziare non sono ancora stati realizzati. Un’altra vicenda sconcertante è quella relativa alla pulizia degli argini del fiume Montone, che è stata oggetto pochi giorni fa di un attacco scomposto del sindaco contro la Regione. Da un altro nostro acceso agli atti è emerso che nel 2026 l’Amministrazione non ha mai formalmente segnalato alla Regione o all’Agenzia per il territorio alcuna problematica o esigenza di manutenzione per il tratto in questione. L’ennesima prova che alla buona amministrazione e all’attenzione per il territorio, la Giunta Zattini continua a preferire le polemiche sterili e la propaganda» conclude il gruppo consiliare del Pd.