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Pai Po. Pd: «Messa in sicurezza necessaria ma preoccupazioni legittime»

Di Staff 4live Leggilo in 4 minuti
Aggiornato: 10 aprile 2026
Pai Po. Pd: «Messa in sicurezza necessaria ma preoccupazioni legittime»

«L’approvazione della Variante al Pai Po da parte dell’Autorità di Bacino, ente di nomina governativa competente sui bacini idrografici romagnoli, è un fatto positivo e rappresenta un primo punto di svolta per avviare la realizzazione di nuove opere di messa in sicurezza del territorio dopo le alluvioni del 2023-2024. Al contempo, tuttavia, la Variante ha suscitato forti preoccupazioni nei cittadini e nelle imprese per il rilevante impatto di alcune delle azioni individuate, con particolare riferimento alle problematiche di carattere urbanistico e alla prevista realizzazione di una vasta area di tracimazione controllata nella campagna forlivese. Sono preoccupazioni legittime, per le quali le istituzioni preposte devono fornire chiarimenti puntuali. Sono infatti diversi gli aspetti della variante sui quali permangono margini di incertezza, a partire dalla mancanza di un ordine di priorità fra i vari interventi attesi nel nostro territorio e le relative tempistiche. La messa in sicurezza del territorio è fondamentale ma è essenziale che gli interventi siano sviluppati in modo condiviso, col coinvolgimento diretto di quartieri, comitati, cittadini e associazioni imprenditoriali, cercando soluzioni mirate a contenere il più possibile il danno alle imprese, all’attività agricola e alle famiglie. Ad oggi questo coinvolgimento non c’è stato» si legge in una nota del Gruppo Consiliare del Partito Democratico.

«Fra gli aspetti che generano maggiore apprensione, ci sono le previsioni della variante che incidono pesantemente su aree residenziali, produttive e agricole, rendendo necessaria la revisione degli strumenti di pianificazione urbanistica in capo al Comune. È quindi urgente fare chiarezza sulle procedure urbanistiche ed evitare anche il rischio di un blocco degli investimenti, vitali per l’innovazione e la crescita del tessuto produttivo forlivese. Il consolidamento delle arginature, la riprofilazione delle sezioni fluviali, l’abbassamento delle aree golenali, una migliore gestione della vegetazione, le vasche di laminazione, rappresentano aspetti fondamentali del Pai Po e devono essere realizzati nel più breve tempo possibile con tutte le risorse necessarie, attraverso un approccio integrato che tenga insieme Appennino e pianura. Maggiore chiarezza deve però riguardare l’area di tracimazione controllata, che impatterebbe su vaste porzioni di territorio abitato e produttivo, dal Rio Cosina al CER, adiacente al fiume Montone. È fondamentale che le istituzioni preposte chiariscano che tale intervento, che ha alimentato fortissimi timori fra gli abitanti della zona, deve rappresentare l’ultima opzione di governo delle acque nei casi di eventi alluvionali fuori scala, destinati altrimenti a provocare esondazioni incontrollate e danni incalcolabili come nel 2023. All’ipotesi di tracimazioni controllate deve poi essere collegato in modo diretto e non interpretabile il nodo centrale degli indennizzi per cittadini, imprese e produttori agricoli, che eventualmente si troveranno a sopportare sacrifici a beneficio della collettività: servono fondi adeguati e procedure di rimborso chiare, rapidissime, stabilite in anticipo» argomentano i Dem forlivesi.

«Strategico, pertanto, è il ruolo del Comune di Forlì, chiamato a mantenere un dialogo e un raccordo costanti con l’Autorità di Bacino e tutti gli altri soggetti coinvolti. Per queste ragioni, nello spirito di massima collaborazione istituzionale, abbiamo presentato all’Amministrazione Zattini la richiesta di convocare l’Autorità di Bacino, insieme agli altri enti, in un’audizione in Commissione consiliare aperta alle rappresentanze dei quartieri e delle imprese. Chiediamo inoltre che l’Amministrazione, come sta accadendo nei Comuni limitrofi, promuova incontri istituzionali informativi sui contenuti della Variante al Pai Po e si faccia carico della raccolta delle osservazioni di cittadini e imprese, da presentare all’Autorità di Bacino entro il 31 maggio. Chiediamo infine che il Comune promuova insieme a Provincia, Consorzio di bonifica, Regione e Comuni, un vero e proprio tavolo di lavoro che, attraverso una puntuale interlocuzione con l’Autorità di Bacino, analizzi le scelte effettuate e contribuisca alla redazione di un Piano che garantisca la sicurezza del territorio ma includa, al contempo, le legittime preoccupazioni di cittadini e imprese» conclude il Pd Forlì.

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