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Don Franco Appi prete tolleranza zero, due pesi e due misure

Di Franco D'Emilio Leggilo in 5 minuti
Aggiornato: 27 aprile 2026
Don Franco Appi prete tolleranza zero, due pesi e due misure

Più di una Festa dell’Unità, ricorrente manifestazione politica di partito, nel forlivese si svolge in locali e/o su aree parrocchiali o, magari, in spazi dell’associazionismo cattolico: a titolo esemplificativo di questa consuetudine, confermata da un lungo elenco di casi, basta citare l’evento festaiolo piddino a Forlì in quel di Villagrappa. Eppure, nessun parrocchiano, nessun fedele, nessun cattolico, pur di contenuto spirito religioso, fiata, protesta, manifestando contrarietà a simili eventi di chiaro marchio partitico, non sempre coincidenti con la visione personale.

Dunque, eventi che, pur non essendo sicuramente nelle corde di tutti i cittadini perché a volte divisivi, comunque sono vissuti all’insegna che il confronto con la diversità altrui, anche politica, costituisca sempre occasione di crescita culturale e umana. Peccato che nel forlivese questi “spazi cattolici”, definiamoli così, risultino disponibili solo alle attività della sinistra o del “campo largo” del centrosinistra e, invece, siano preclusi ad altri, politicamente opposti, magari della destra attuale, di governo o no che essa sia.

È quest’ultimo un segno di intolleranza che confligge aspramente con l’insegnamento e il valore della tolleranza, già nel Vangelo intesa come amore, rispetto e accoglienza del prossimo, pure quando quest’ultimo risulta in errore o diverso da noi oppure avverso alle nostre convinzioni. Accogliete chi è debole nella fede, senza discuterne le opinioni raccomanda La lettera di Paolo ai Romani 14,1 e, ancora di più, cardine fondamentale della teologia cristiana resta il concetto che, prima o poi, “Dio sempre illumina le persone”: due principi fondamentali per rifuggire dal fondamentalismo di un’interpretazione religiosa intransigente e incline all’ingenerosità.

Purtroppo di animo ristretto e intollerante sul filo dei due pesi, due misure si è incoerentemente rivelato don Franco Appi, parroco di Fiordinano, località nel Comune di Meldola, meno di 5 Km. dalla monumentale Rocca delle Caminate. Il religioso si dichiara ancora “arrabbiatissimo e pronto ad assumere provvedimenti gravi” contro la direzione del circolo ACLI di Rocca delle Caminate per aver concesso nella giornata dell’appena trascorso 25 aprile l’uso di locali allo svolgimento di un convegno, inizialmente previsto a Predappio, di Forza Nuova, organizzazione della destra radicale italiana.

Colpa della direzione del circolo ACLI l’aver consentito un uso diverso da quello consueto della propria associazione, per quanto riguarda locali di proprietà della parrocchia di don Appi: quest’ultimo, apriti cielo, si è sentito scavalcato, privato del potere vincolante della sua firma d’approvazione o disapprovazione di ogni utilizzo dei locali. Preso da tanto furore, don Appi si è pure palesemente contraddetto con un categorico Io sono il responsabile del circolo (quello ACLI delle Caminate, n.d.a), poi smentito dall’annuncio di provvedimenti gravi contro la direzione del circolo.

Difficile capire chi diriga il circolo in questione, molto probabilmente si tratta soltanto di un pretestuoso, confuso contrasto tra un prete locatore ed un’associazione locataria, dove il primo rivendica che l’ultima parola, quella che vale e taglia la testa al toro, sia esclusivamente la sua, poiché unica a vedere e disporre in nome di Dio. Peccato che sia una parola incauta, in particolar modo nell’affermazione che concedere l’uso di locali al convegno di Forza Nuova sia stata cosa insensata perché “i valori di Forza Nuova sono inconciliabili con quelli della Chiesa. Noi siamo democratici e ogni democrazia si fonda sui diritti umani.

Ohibò, rimando il gentile pievano a quanto, poco sopra, ho umilmente osato scrivere sul valore della tolleranza nel Vangelo, ma, altrettanto umilmente, voglio aggiungere come la vera democrazia, soprattutto in termini attuativi, non possa mai prescindere dai diritti fondamentali dell’uomo, tra i quali la libertà di pensiero ed espressione, pure inevitabile volano di confronto tra quanti con diverse convinzioni. Mi pare che don Appi abbia una visione molto ristretta e a proprio uso della democrazia.

Forza Nuova può sbagliare, essere contraria alle idee di molti di noi, ma chiudendole in faccia la porta dimostriamo solo di temerla e ghettizzarla, anziché consentire che si confronti con noi e, soprattutto, verifichi in quanta acqua possano galleggiare le sue idee, giuste o sbagliate che siano. In fondo, sabato scorso Forza Nuova ha svolto serenamente il suo convegno, nulla di più e nulla di grave è accaduto. In un gregge, pur poche, caro don Appi, non mancheranno mai delle pecore nere e il compito del buon pastore resterà sempre quello di ricondurre anch’esse all’ovile, perché no di una sicura democrazia che le stesse non meriterebbero.

Chiudo con le parole di Papa Francesco: Il vostro compito principale non è di costruire muri ma ponti; è quello di stabilire un dialogo con tutti gli uomini, anche con coloro che diversamente pensano, agiscono, non condividono la fede cristiana.

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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