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Vergognoso calvario a Verghereto sulla E45

Di Franco D'Emilio Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 26 marzo 2026
Vergognoso calvario a Verghereto sulla E45

Stamani, 26 marzo, alle ore 9,30 sono partito in auto da Forlì a Roma, utilizzando da Cesena la superstrada E45. Ero consapevole delle condizioni meteo avverse con previsione di abbondanti nevicate, ma ero consapevole di disporre di un’auto con opportune dotazioni invernali, con la quale ho sempre affrontato viaggi, con altrettanto difficile situazione meteorologica.

Poco prima di Verghereto, dopo un tragitto sino ad allora tranquillo e, tutto sommato, agevole, un addetto Anas, estremamente maleducato e tronfio nel suo ruolo, mi ha bloccato assieme ad altri automobilisti che mi precedevano e seguivano: erano le ore 11,00 e la ragione del blocco per niente chiara. Dalle ore 11,00 alle 16,00 per ben cinque ore, siamo stati costretti a sostare in un’ampia piazzola.

Cinque ore di accumulo neve senza mai avere una notizia, perlomeno rassicurante, sulla causa della nostra sosta forzata. La neve si è accumulata oltre misura, ogni tanto compariva un addetto Anas che annunciava l’imminente arrivo di uno spazzaneve con un rituale e sempre meno credibile “entro mezz’ora” o con più faccia tosta “a minuti”!

Poi siamo ripartiti con grande difficoltà per fermarci poco dopo, questa volta per un nuovo intoppo: chi parlava di frana, chi della caduta di un cavo dell’alta tensione. Ho chiesto informazioni persino alla Polizia Stradale in servizio che ha tergiversato seccamente ad ogni domanda mia e di altri sventurati automobilisti.

Ho telefonato all’Arma dei Carabinieri, alla Polizia di Stato, poi ho rinunciato ad ulteriori chiamate, considerate le risposte evasive, inutili, di circostanza ricevute. Al momento che scrivo sono stato costretto, come tanti, a lasciare l’auto su un viadotto e a rifugiarmi in una stazione di ristoro. Probabilmente costretto a fare le ore serali e notturne, in attesa che gli inutili “lor signori” riescano a concludere qualcosa con gli spazzaneve: poco dopo Bagno di Romagna diversi di questi mezzi assurdamente fermi, inoperosi.

Nel bar della stazione di servizio, ove rifugiatomi, sono testimone di un viavai ininterrotto di addetti Anas e Polizia Stradale per corroboranti caffè o sostanziosi panini alla faccia di automobilisti, vittime del meteo. Vittime del meteo, ma anche vittime della disorganizzazione di quanti preposti alla sicurezza della viabilità nell’Italia digitale, dell’IA, dell’efficientismo professato a chiacchiere quanto oggi capitato a Verghereto rappresenta davvero una vergogna, un’odissea per tanti automobilisti e una sonora pernacchia a quanti contrabbandano tanta attuale modernità italica.

Di cuore, il mio e quello di molti altri sventurati, un cordiale “vai a cagare” a chiunque responsabile di questa Italietta tanto “patacona”! Ci sono nazioni che sei mesi all’anno vivono e prosperano nella neve e nel ghiaccio, in Italia ci si ferma per una nevicata di media intensità e bisogna augurarsi che la stazione di servizio, dove ora riparatomi, non chiuda al solito orario delle 20, perché non tenuta all’obbligo civico di soccorrere chi in grave stato di necessità e soccorso, compresi tante famiglie con bambini.

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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