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Quando da Forlì ad Ancona il centrodestra fa la differenza

Di Franco D'Emilio Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 20 marzo 2026
Quando da Forlì ad Ancona il centrodestra fa la differenza

Tra Forlì e Ancona la differenza la fanno il valore, lo spessore, la qualità del centrodestra al governo in entrambe le città: nel centro romagnolo con tanta opacità, mediocrità e miserevole trasformismo voltagabbana, nel capoluogo marchigiano, invece, con risultati davvero positivi, soddisfacenti sul filo di un’Amministrazione saggia, previdente, sempre consapevole delle priorità.

In termini olimpici il sindaco forlivese Gian Luca Zattini sta al primo cittadino anconetano Daniele Silvetti, in carica dal ’23, come una simbolica, consolatoria medaglia lignea sta a quella d’oro. Su tutto a piene mani vincitore Silvetti, al contrario neppure un bronzo per Zattini, come ha dimostrato pure la vittoria di Ancona su Forlì nella corsa a capitale italiana della cultura 2028.

In questa gara il sindaco di Ancona si è avvalso delle palesi, apprezzate competenze, abilità della sua assessora alla cultura Marta Paraventi (a sinistra nella duplice foto), storica dell’arte, docente e giornalista, W le donne!, veramente dotata di notevoli capacità progettuali, sia a livello personale che nell’ambito di gruppo. All’opposto, il sindaco di Forlì si è avvalso delle competenze e abilità, sinora ignote perché intimamente nascoste e segrete, del proprio assessore alla cultura Vincenzo Bongiorno, prevalentemente uso al ruolo di onnipresente ciambellano cerimoniere, altamente versatile nel suo presenzialismo con relativa dichiarazione di circostanza.

I risultati conseguenti segnano, quindi, diversamente il giusto peso netto di Ancona e Forlì. Basta considerare questo: l’assessora anconetana alla cultura Paraventi ha saputo concretizzare “l’eccellente“, così l’ha definito la commissione del Ministero della cultura, progetto “Ancona. Questo adesso”, concorrente per la capitale della cultura, in soli quattro punti essenziali, efficacemente espressivi della cultura del capoluogo marchigiano e della sua significativa proiezione nella vita nazionale; l’assessore forlivese alla cultura Bongiorno ha…, diciamo, assistito zitto e mosca all’estesa, logorroica, corposa elaborazione in dodici punti del progetto “I Sentieri della Bellezza”, la cui beltà, ahimè, è totalmente sfuggita alla ministeriale commissione giudicatrice.

Tutto questo sicuramente conseguenza del fatto che il centrodestra è vera espressione di una classe dirigente di qualità ad Ancona e, invece, risulta solamente voce di un modesto, approssimativo manipolo brancaleonico a Forlì. Mi sovviene la celebre frase “Ogni popolo ha il governo che si merita” di Joseph de Maistre: nel confronto olimpico tra il legno di Forlì e l’oro di Ancona mi piace parafrasare queste parole in “Ogni Comune ha il sindaco e gli assessori che si merita, peccato che tutti i Comuni, indipendentemente dal valore dei propri amministratori, vogliano nutrire le stesse ambizioni, magari anche quella, non da poco, di capitale italiana della cultura”.

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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