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Morti in ambulanza a Forlì. L’Opi smentisce il TG1: “l’indagato non è un infermiere”

Di Staff 4live Leggilo in 2 minuti
Aggiornato: 4 marzo 2026
Morti in ambulanza a Forlì. L’Opi smentisce il TG1: “l’indagato non è un infermiere”

«L’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Forlì-Cesena esprime profonda preoccupazione e forte dissenso per quanto trasmesso nell’edizione del TG1 delle 20,00 del 3 marzo, in cui è stato citato il termine “infermiere” riferendosi alla persona coinvolta nelle indagini sulla tragica vicenda dei cinque anziani deceduti durante o dopo il trasporto in ambulanza.
Desideriamo, innanzitutto, esprimere l’estremo cordoglio per le famiglie delle vittime, in un momento doloroso per le persone coinvolte e per l’intera comunità. Il rispetto per il lavoro delle autorità giudiziarie e per il regolare svolgimento delle indagini rimane un principio fondamentale per tutti noi. Tuttavia, è nostro preciso dovere istituzionale tutelare l’identità e la reputazione professionale degli infermieri, precisando – a tutela della verità e dell’identità della nostra categoria professionale – che l’indagato è un operatore della Croce Rossa Italiana impiegato con mansioni di autista soccorritore» si legge in una nota.

«La figura in questione non è, pertanto, un professionista infermiere, né risulta in alcun modo abilitato all’esercizio della nostra professione, che richiede percorsi formativi universitari, specifiche abilitazioni e l’obbligo di iscrizione all’Ordine.
L’uso improprio del termine “infermiere” nel servizio televisivo di una testata nazionale come il TG1 determina un grave danno d’immagine alla nostra professione, già sotto forte pressione per le sfide quotidiane del sistema sanitario. È essenziale, ora più che mai, discriminare con rigore i profili professionali ed evitare confusione nei mezzi di comunicazione di massa, soprattutto in vicende così delicate» continua l’Ordine Professionale.

«L’OPI FC invita pertanto formalmente la redazione del TG1 e i responsabili del servizio a rettificare tempestivamente l’informazione errata, chiarendo che l’indagato non è un professionista infermiere Tutti gli organi di informazione – compresa La Stampa, che nell’edizione del 4 marzo 2026 scrivendo del medesimo caso – ha utilizzato impropriamente il termine “infermiere”, ad un uso rigoroso delle qualificazioni professionali, nel rispetto delle norme deontologiche e della verità dei fatti. La nostra professione è fondata su competenza, responsabilità, responsabilità etica e fiducia collettiva: elementi che non possono essere messi in discussione da errori di identificazione professionale nei resoconti mediatici».

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Lo Staff comprende tutti i membri di 4live. Attivo fin dalla nascita di 4live (01.07.2011) ha lo scopo di comunicare tutte le informazioni e novità relative al nostro progetto.

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