L’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato oggi la nuova Agenda Digitale 2025-2029, il principale strumento di programmazione regionale per guidare l’innovazione e lo sviluppo del digitale nei prossimi anni. Una strategia che segna un passaggio di fase: dalla costruzione delle infrastrutture e dei servizi digitali, a un utilizzo pieno e maturo del digitale come leva trasversale per tutte le politiche pubbliche. La nuova Agenda rende effettivo ed efficace il lavoro fin qui svolto, valorizzando i risultati raggiunti e rafforzando un modello che ha fatto dell’Emilia-Romagna uno dei territori più avanzati sul piano dell’innovazione.
La provincia di Forlì-Cesena, in questo contesto, sta consolidando, nonostante i problemi dovuti ad Open Fiber e Infratel che dovrebbero collegare il territorio cesenate, la propria infrastruttura digitale, puntando con decisione sulla tecnologia FTTH (Fiber To The Home). Ad oggi, la fibra ottica pura raggiunge il 71% delle famiglie, garantendo una connettività stabile e veloce che si riflette positivamente anche sui servizi ai cittadini.
Un segnale importante di questo sviluppo però arriva dalle aree montane del territorio, dove l’83% delle scuole statali e comunali in appennino (su un totale del 90% collegate) è già connesso con banda ultra-larga ad almeno 1 Gbps. Questo impegno verso l’innovazione è confermato anche dall’alto utilizzo dei servizi pubblici digitali e dal caso di successo di comuni come Premilcuore, che si distingue per l’ampia diffusione della rete wifi pubblica grazie alla presenza turistica del Parco Nazionale Foreste Casentinesi. Nel complesso, il territorio forlivese e cesenate si posiziona come una realtà dinamica e pronta a cogliere le opportunità offerte dalla transizione digitale.
“Non ripartiamo da zero – commenta la consigliera regionale del Partito Democratico Francesca Lucchi –. Questa Agenda nasce su basi solide e rappresenta un’evoluzione naturale del lavoro fatto. Il punto oggi non è più solo digitalizzare, ma fare un salto di qualità nell’uso dei dati e delle tecnologie per rendere i servizi pubblici più efficaci e le decisioni più consapevoli. Il digitale può ridurre le disuguaglianze oppure ampliarle – aggiunge Lucchi – ma dipende da come lo governiamo. Per questo l’Agenda punta su inclusione, accessibilità e competenze, perché nessuno resti indietro, a partire dalle aree montane e dai piccoli Comuni”.
Tra le novità più rilevanti, un forte investimento sulla sanità digitale, con il potenziamento della telemedicina e un Fascicolo Sanitario Elettronico sempre più semplice e intuitivo, pensato come punto unico di accesso ai servizi e alla storia clinica dei cittadini. Strumenti che permettono di migliorare l’accesso alle cure, ridurre le distanze e rendere più efficiente il sistema sanitario. Accanto a questo, l’Agenda punta sulla digitalizzazione dei processi amministrativi e su un uso sempre più avanzato di intelligenza artificiale e big data, strumenti che permettono di supportare decisioni pubbliche più efficaci, tempestive e trasparenti.
Un capitolo strategico riguarda l’introduzione in modo strutturato dei cosiddetti ‘Gemelli Digitali’: modelli avanzati che permettono di simulare e prevedere fenomeni complessi. Su questo spicca il progetto Vera, la Gemella Digitale dell’Emilia-Romagna, finanziato dalla Giunta con 3 milioni di euro di risorse europee. Si tratta di uno strumento avanzato che integra dati climatici, meteorologici, di traffico e di emissioni per costruire modelli digitali ed elaborare simulazioni sulla qualità dell’aria e sull’evoluzione del sistema ambientale, supportando la Regione nella prevenzione delle criticità, nella gestione dei rischi e nella definizione di interventi più efficaci per il contrasto al cambiamento climatico e all’inquinamento. Un modello che rende il digitale uno strumento concreto di tutela del territorio e di miglioramento della qualità della vita dei cittadini.
“L’innovazione non è neutra e non può essere lasciata solo al mercato – conclude la consigliera – e l’Emilia-Romagna ha da sempre scelto un digitale governato, etico e orientato al bene comune. È così che il nostro modo di fare innovazione è davvero a favore del territorio e dei romagnoli, alla loro sicurezza, come strumento di sviluppo, coesione e futuro per la nostra comunità.”