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Il 31 marzo 1946 nella mia città. Una storia familiare

Di Roberto Balzani Leggilo in 2 minuti
Aggiornato: 31 marzo 2026
Il 31 marzo 1946 nella mia città. Una storia familiare

Ottant’anni fa, nella mia città, si tennero le prime Amministrative (un ottimo volume testé pubblicato a cura del Consiglio Comunale riporta in dettaglio tutti i dati fino ad oggi). Comunisti e socialisti ottennero oltre il 47% dei voti. Al secondo posto, con il 36,2% si collocò il partito repubblicano, egemone in città prima del fascismo, presentatosi insieme col partito d’azione. Era l’anomalia romagnola. Mio nonno Giuseppe Balzani era capolista dei repubblicani insieme con l’avvocato Angeletti, leader degli azionisti.

Nonostante i suoi 60 anni (allora erano tanti), Giuseppe ottenne un numero di preferenze secondo solo a quello di Franco Agosto, comunista, che poi sarebbe divenuto sindaco. Non si dedicò alla vita politica, però. Uno storico deputato socialista, Stefano Servadei, mi raccontò molto tempo dopo che il nonno era stato candidato perché mio padre, Guido, incline agli azionisti, impegnato nella Resistenza e assai più “trasversale” agli schieramenti, non ne aveva voluto sapere: così il nonno aveva drenato le preferenze che sarebbero più logicamente andate al babbo.

Il risultato fu che entrambi di fatto chiusero con quel voto i loro conti con la politica attiva. Di lì a poco la Repubblica l’avrebbero avuta, in fondo: in famiglia la si aspettava da almeno 100 anni.

Roberto Balzani

L'autore

Roberto Balzani
Roberto Balzani

Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.

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