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A Forlì una luce in fondo al tunnel della cultura

Di Franco D'Emilio Leggilo in 2 minuti
Aggiornato: 27 marzo 2026
A Forlì una luce in fondo al tunnel della cultura

Con molta attenzione, e viva soddisfazione, ho letto un’efficace intervista al professore Roberto Farneti, docente universitario di ampia esperienza nel campo delle scienze politiche. Innanzitutto, l’intervistato è tornato sul tema della mancata attribuzione a Forlì del titolo di capitale italiana della cultura 2028, anche ribadendo come la cocandidatura di Cesena non abbia affatto remato contro la vittoria forlivese, quindi solo stupido debba interpretarsi lo scaricabarile in atto.

Poi, ha ribadito le ragioni delle sue recenti dimissioni dall’Assemblea dei Soci della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, organo pletorico di ben 79 membri, il che significa l’impegno non indifferente di far, perlomeno, convergere altrettante teste verso scelte e decisioni, utili alla sviluppo della cultura cittadina. Dimissioni quelle del professore, fra l’altro, giunte pochi giorni prima che il ministro della cultura Giuli ufficializzasse la capitolazione di Forlì dalle sue malriposte ambizioni a capitale culturale.

Complessivamente un’intervista apprezzabile per il suo rigore analitico, per la consequenzialità logica delle sue argomentazioni e per le sue conclusioni ferme, seppur pacate nel tono. Ho trovato, inoltre, l’intervista pure molto coraggiosa nel suo intento di muovere critiche all’attuale politica culturale forlivese, compreso il ruolo della Fondazione.

Le critiche del prof. Farneti sono ampiamente sostenute da motivazioni sagge, davvero preziose nell’incrinare quel clima di soffocante conformismo e noiosa omologazione che sempre più frena ogni spunto di innovativa creatività, e ogni ricerca di nuove opportunità per una giusta promozione, valorizzazione della cultura a Forlì, in particolare modo quella identitaria del territorio. Come, poi, non condividere la triste considerazione che Forlì abbia un direttore, patron bottegaio delle grandi mostre al San Domenico, ma non disponga affatto, cosa veramente scandalosa, di un direttore, istituzionalmente preposto alla conservazione, alla tutela scientifica e alla gestione del patrimonio museale forlivese?

Dobbiamo ringraziare il prof. Farneti del contributo della sua intervista che davvero accende una vivida luce intellettuale in fondo al tunnel buio dell’attuale pochezza politica e culturale di Forlì.

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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