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A Forlì i conti della serva di Marco Catalano

Di Franco D'Emilio Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 30 marzo 2026
A Forlì i conti della serva di Marco Catalano

Quattro giorni non sono bastati perché lo digerissi, tanto mi è subito rimasto di traverso in gola, né su né giù: un boccone veramente indigesto di pochezza politica, purtroppo ampiamente in evidenza nella cronaca locale, non essendo disponibili notizie migliori per la composizione delle pagine forlivesi. Mi riferisco all’intervista del 26 marzo scorso di Marco Catalano, consigliere comunale e provinciale della Lega, già vano e frustrato acrobata in Fratelli d’Italia (https://www.4live.it/2026/03/catalano-con-lelezione-di-lattuca-al-via-le-prove-di-trasformismo in Fratelli d’Italia).

Ho letto e riletto il vuoto sproloquio, del quale, certo, non sentivano la mancanza i cittadini forlivesi. Sì, solo una noiosa pappardella, innanzitutto minuziosa nel fare i conti della serva alla recente e attuale politica forlivese, sia comunale che provinciale, poi miserevolmente e pure spudoratamente con il cappello in mano a reclamare una verifica della giunta del sindaco Zattini, al fine di un sottinteso assessorato in più per la Lega, adesso rimpinguata dall’alleanza con gli ondivaghi repubblicani di Alessandra Ascari Raccagni, tralci di edera, ora avvinti al manico celodurista degli eredi bossiani.

Con assoluta inutilità l’intervista di Catalano, strategicamente lucida solo nel suo interesse politico-bottegaio, è tornata a sottilizzare cavillosamente sulla rielezione indiscutibile a pieni voti di Enzo Lattuca a presidente della Provincia di Forlì-Cesena, a scapito della modestissima candidata del centrodestra Francesca Pondini. Con altrettanto acume politico, vanamente emulo di quello del grande Talleyrand, l’illustrissimo consigliere leghista Catalano ha richiamato talune contraddizioni, insite nella Lista Civica “Forlì cambia” del sindaco Zattini, soprattutto per responsabilità di Italia Viva, il partitello renziano, contemporaneamente in maggioranza col centrodestra alla guida del Comune di Forlì e, sai che novità, all’opposizione col centrosinistra contro il governo Meloni.

Infine, udite udite, lo stratega Catalano, leghista con trascorsi da “fratellino d’Italia” ha parlato di certo trasformismo politico, già in atto per le prossime amministrative forlivesi: detta da lui, la cosa mi richiama il vecchio adagio del bue che dice cornuto all’asino, ma soprattutto, parafrasando il concetto di “banalità del male” di Hannah Arendt, mi fa pensare come persone insignificanti possano diventare protagonisti di opaca banalità della politica. Che dire, poi, del dulcis in fundo della richiesta cataliana, strategia da mercato delle vacche, di una verifica dell’attuale giunta Zattini? Ahi, serva Forlì, di tali campioni ostello!

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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