«L’arrivo di Tajani a Forlì è stato una brutta pagina per la città, gestita da un’Amministrazione che cerca consensi presso il governo, sapendo di non avere le carte per la candidatura a capitale della cultura. Sulla Cultura sono state rilasciate parole vuote. D’altra parte che dire? La città vanta musei chiusi, se non smantellati come Palazzo Romagnoli, collezioni che non si vedono da decenni, reperti archeologici straordinari ed unici sigillati da sempre nelle casse, opere d’arte importantissime e uniche come la collezione Verzocchi chiuse alla vista da anni ed esposte “provvisoriamente” in locali già destinati ad altro» è il commento di Cristina Mengozzi e Alessandro Ronchi Europa Verde Verdi Forlì.
«Come se non bastasse, mentre a Forlì si inaugura la mostra della Fondazione dedicata al Barocco le principali e più importanti opere del Guercino sono state prestate dal Comune altrove, per anni. L’amministrazione ha infatti recentemente prorogato per la terza volta il prestito di cinque quadri al Comune di Cento e il ritorno delle opere a Forlì è slittato ancora a causa della mancanza di una soluzione per la loro esposizione e valorizzazione.
A Forlì questo patrimonio finirebbe in un deposito, mentre ottenere il riconoscimento di Capitale della Cultura servirebbe una proposta solida, inclusiva e capace di guardare al futuro, requisiti che, allo stato attuale, sembrano mancare nella visione dell’amministrazione forlivese» concludono Mengozzi e Ronchi.