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La storia dei circoli e delle case nella Cervese

Di Gabriele Zelli Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 14 febbraio 2026
La storia dei circoli e delle case nella Cervese

Domenica 15 febbraio, alle ore 16,00, a Palazzo Morattini, in via Armelino 33 a Pievequinta di Forlì, nell’ambito delle iniziative collaterali alla mostra fotografica “La Cervese racconta. Il tempo che passa”, si terrà un incontro di approfondimento storico dedicato ai circoli e alle case del popolo. Si parlerà in particolare delle realtà che hanno caratterizzato la vita sociale e politica delle località poste lungo la strada che conduce al mare. Saranno gli storici Mario Proli e Federico Morgagni ad illustrare il contesto socio-economico di Forlì dal Dopoguerra ad oggi, periodo che ha visto la rinascita dopo il periodo del regime fascista o la nascita di queste entità dalla Taverna Verde di Ospedaletto al Circolo repubblicano di Casemurate. Coordineranno l’incontro Antonella Greggi presidente dell’Associazione Mazziniana Italiana Sezione “Giordano Bruno” di Forlì, e Gabriele Zelli cultore di storia locale.

L’iniziativa è promossa dall’Associazione Culturale e Ricreativa “Amici della Pieve” in collaborazione con i Comitati di Quartieri della zona, l’Associazione Mazziniana Italiana, il Circolo dei Cooperatori romagnoli, il Comitato Pro Forlì Storico-Artistica, con il patrocinio del Comune di Forlì. L’ingresso è libero.

Le case del popolo e i circoli rappresentano un aspetto imprescindibile del tessuto sociale e politico romagnolo. Per tutto il Novecento hanno svolto a vario titolo una funzione aggregativa rispetto alle singole comunità in cui erano imperniate, e ciò ha significato una centralità e un dinamismo che meritano l’attenzione degli studiosi di storia. Si trattava di spazi all’interno di edifici – talvolta costruiti appositamente, talvolta preesistenti e recuperati per tale scopo – dove le persone, debitamente organizzate, si incontravano per scopi di natura politica, sociale, culturale e ricreativa.

L’idea di base era quella di dotare la comunità di un luogo proprio. Tanto che in molti casi, dal punto vista giuridico, la casa del popolo era una cooperativa i cui soci erano gli avventori. In altri casi, la casa del popolo era di proprietà di un partito o di una organizzazione ad esso legata, e gli avventori erano gli iscritti, i militanti, i simpatizzanti. Ancora oggi, nelle non poche esperienze sopravvissute ai radicali cambiamenti socio-economici si ritrovano questi aspetti.

La presenza di case del popolo o di circoli, compreso quelli cattolici che trovano spazio nelle parrocchie, era un elemento costante lungo il tratto forlivese della via Cervese che attraversa le frazioni di Ospedaletto, Bagnolo, Carpinello, Pievequinta, Caserma e Casemurate. Ne sono testimonianza gli edifici che li ospitavano e che in molti casi conservano ancora i simboli del partito a cui facevano riferimento. Alcuni, pur fra tante difficoltà, sono tuttora aperti e mantengono un ruolo di aggregazione nel contesto del territorio di riferimento.

L'autore

Gabriele Zelli
Gabriele Zelli

Ex sindaco di Dovadola, classe 1953, dal 1978 al 1985 dipendente del Comune di Dovadola. Come volontario in ambito culturale è stato dal 1979 al 1985 responsabile della programmazione del Cinema Saffi e dell'Arena Eliseo di Forlì e dal 1981 al 1985. Coordinatore del Centro Cinema e Fotografia del Comune di Forlì. Nel giugno 1985 eletto Consigliere comunale e nell'ottobre 1985 nominato Assessore comunale di Forlì con deleghe alla cultura e allo sport. Da quell'anno ha ricoperto per 24 anni consecutivi il ruolo di amministratore dello stesso Comune assolvendo per tre mandati le funzioni di Assessore e per due a quella di Presidente del Consiglio comunale. Dirigente e socio di associazioni culturali, sociali e sportive presenti in città e nel comprensorio. Promotore di iniziative a scopo benefico. E' impegnato a valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico di Forlì e della Romagna. A tale scopo dal 1995 ha organizzato una media di oltre 80 appuntamenti annuali, promuovendo anche interventi di recupero del patrimonio architettonico di alcuni edifici importanti o delle loro parti di pregio. Autore di saggi e volumi, collabora con settimanali, riviste locali e romagnole. Dirigente dal 1998 di Legacoop di Forlì-Cesena in qualità di Responsabile del Settore Servizi. Nel 1997 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.

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