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Facciamo rete per la scuola pubblica anche in Romagna

Di Staff 4live Leggilo in 4 minuti
Aggiornato: 4 febbraio 2026
Facciamo rete per la scuola pubblica anche in Romagna

«Negli ultimi mesi, in risposta ai ripetuti attacchi di questo governo nei confronti di una scuola libera, è nato un movimento che unisce docenti, educatori, gruppi, associazioni, organizzazioni sindacali e studenti che hanno a cuore la scuola pubblica. Lo spazio-scuola sta diventando sempre di più un luogo di controllo, a discapito della libertà di insegnamento e dello sviluppo dello spirito critico delle nuove generazioni. Il progetto del governo si articola in una serie di provvedimenti, a partire dal nuovo codice etico e di comportamento, che riporta in auge parole come “decoro” e lede la libertà di espressione del personale scolastico nella propria vita privata, così come la sua libertà di dissenso verso la pubblica amministrazione. Sono poi allarmanti le indicazioni nazionali imposte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, che cambiano l’impostazione della scuola pubblica e democratica per i prossimi decenni in chiave autoritaria, razzista, omofoba, sessista e abilista. Queste indicazioni accompagnano, inoltre, il tentativo di limitare o eliminare l’educazione sessuo-affettiva, di negare la piena cittadinanza alle soggettività trans e non binarie e di subordinare le carriere alias a diagnosi patologizzanti. Si tratta di un attacco diretto alla possibilità di costruire scuole realmente sicure, inclusive e rispettose delle differenze» si legge in una nota.

«Tutto questo si aggiunge a un clima già intimidatorio nei confronti di coloro che, adottando una pedagogia decoloniale, critica e antimilitarista, introducono e analizzano la questione palestinese a scuola, rispondendo al dovere civico dell’insegnamento e all’esigenza delle classi di dibattere sulla realtà attuale. La censura verso chi parla di Palestina e l’uso della dirigenza scolastica come organo di guardia sono già concrete, di fatto anticipando il Ddl Gasparri e il Ddl Delrio, nell’equiparazione di antisionismo e antisemitismo. Tale controllo politico del governo sulla scuola si è notato con la revoca dell’accreditamento del Ministero per il corso di formazione La scuola non si arruola del 4 novembre organizzato dall’Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole ed erogato dall’ente formatore Cestes; a ciò dobbiamo aggiungere le ispezioni volute dal MIM nei confronti di docenti che hanno iscritto le proprie classi al webinar organizzato da docenti per Gaza con Francesca Albanese sul libro “Quando il mondo dorme“, accusando il corpo docente di indottrinamento, di propaganda politica e Francesca Albanese di apologia di reato» continua la nota.

«Mentre la scuola precipita nella militarizzazione, nella fascistizzazione, nella totale e progressiva precarizzazione della professione docente ed educativa, remunerata con lo stipendio più basso d’Europa, il governo palesa altre priorità, ovvero pensare a un bonus di 1.500€ per le famiglie che vogliono usufruire dell’istruzione paritaria e offrire esenzione IMU per gli edifici adibiti a scuole private. Seguendo la scia delle manifestazioni svoltesi in diverse città d’Italia lo scorso 18 ottobre, rivendichiamo un’istruzione pubblica, laica, inclusiva e solidale; immaginiamo una scuola costruita da chi la vive ogni giorno, dove si apprenda a pensare criticamente, dove si imparino curiosità e creatività e non obbedienza, dove l’inclusione sia una pratica quotidiana e non solo retorica, dove si combatta ogni forma di discriminazione di genere, una scuola che riconosca molte lingue, culture e identità in chiave antirazzista; una scuola senza precariato, senza contratti a termine, senza appalti, nella tutela di chi insegna, ma anche degli alunni. Tutto ciò è possibile solo attraverso la mobilitazione di chi la scuola la vive, la frequenta, la pratica: docenti, studenti, educatori, personale ATA e famiglie. Pertanto, riteniamo che sia fondamentale attivarsi per una reale ed efficace convergenza su questi temi di tutte le realtà che in Romagna vogliono difendere la scuola pubblica. Così come in altre città, anche qui vogliamo dare vita a una rete per la scuola pubblica che costruisca dal basso un’alternativa a questa deriva autoritaria. Vogliamo farlo a partire dal dibattito, ma anche dalla ricerca di strumenti utili nella quotidianità della propria professione e dalla costruzione di pratiche di mutuo-aiuto per difendere gli spazi di libertà».

Chiamiamo quindi un’assemblea pubblica il 7 febbraio alle ore 15 al Centro Pace di Forlì in via Andrelini 59“.
Lanciano l’appello: Adl Cobas Romagna; Docenti per Gaza nodo Romagna; Movimento Cooperazione Educativa Cesena e Lugo. Aderiscono: Famiglie Arcobaleno Emilia-Romagna; Forlì Città Aperta; Legambiente Forlì-Cesena; Libera Forlì-Cesena; Rete Educatori Rimini; Un Secco No.

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Lo Staff comprende tutti i membri di 4live. Attivo fin dalla nascita di 4live (01.07.2011) ha lo scopo di comunicare tutte le informazioni e novità relative al nostro progetto.

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