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Eccolo un sentiero della bellezza a Forlì

Di Franco D'Emilio Leggilo in 2 minuti
Aggiornato: 25 febbraio 2026
Eccolo un sentiero della bellezza a Forlì

Eccolo in foto lo scorcio di uno dei suggestivi, affascinanti “Sentieri della Bellezza” forlivesi, che dovrebbero rivelarsi persuasivi quanto Forlì meriti di ambire al titolo di capitale italiana della cultura 2028, nonostante lo sfascio gestionale del suo patrimonio culturale nell’era del sindaco Zattini, deludente messia del centrodestra. In più punti lungo il fossato della Rocca di Ravaldino, ai margini del percorso ciclopedonale, inaugurato lo scorso mese di gennaio, si notano già evidenti segni di sfregio e incuria, lasciati, ad esempio, anche dalla maldestra presenza e attività degli operatori di Alea con i loro mezzi, dei quali si notano evidenti tracce, a rovina dei tratti erbosi.

Due gli scatti, qui affiancati: un’immagine in piena luce e un’altra in ombra, quest’ultima col fine esplicito di far gustare all’osservatore il logo promozionale della candidatura forlivese a capitale della cultura, così chiaro, fulgido, ma tristemente contrastante con le antiche mura, infestate di erbacce e con evidenti, estese macchie per l’attività infiltrativa di acque. Ho percorso i circa 350 metri di questo percorso ciclopedonale e vi assicuro che di pecche e macchie sulla candidatura, sfacciatamente ambita, ne ho viste davvero tante, convincendomi quanto sia bugiardo il battage pubblicitario in corso, che narra una inesistente attenzione forlivese ai propri tesori, alla propria memoria e alla loro gestione, promozione.

Per favore, almeno asteniamoci dalla sfrontatezza. Domani da Forlì partirà per Roma un pullman di 80 persone, alle quali nella capitale si aggiungerà Michele De Pascale, presidente della Regione Emilia Romagna, con Gessica Allegni, assessora regionale alla cultura: una pletora di 80 romagnoli, forlivesi e non, impegnati, direttamente o indirettamente, a convincere i soli 7, ripeto 7, esperti autorevoli della commissione giudicatrice. Vero, come dichiarano gli organizzatori della “pullmanata”, che Forlì ha già scritto la storia, ma direi che lo ha fatto soltanto con lo strafare di un think tank di 80 geni nel tentativo di mettere spalle al muro 7 voci prestigiose, certamente non 7 nani, quest’ultimi sicuramente più reperibili a Forlì. Dall’esito della commissione per la capitale italiana della cultura 2028 mi auguro che fioriscano rose, non certo miseri fiori di piscialetto.

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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