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Modigliana

Cheli: «Il sindaco Dardi deve essere più trasparente sulla ricostruzione post frane e alluvione»

Di Staff 4live Leggilo in 4 minuti
Aggiornato: 1 febbraio 2026
Cheli: «Il sindaco Dardi deve essere più trasparente sulla ricostruzione post frane e alluvione»

«Leggendo le dichiarazioni del sindaco Jader Dardi sulla ricostruzione dopo le frane e le alluvioni, non posso che notare una certa discrepanza tra le parole e i fatti. Mentre il sindaco lamenta la burocrazia e i troppi controlli, noi cittadini di Modigliana sappiamo bene che i veri problemi sono altrove. Prendiamo ad esempio il caso di via Tramonto, dove abbiamo presentato un’interpellanza specifica sulla sicurezza e la conformità alle norme vigenti dei lavori terminati. La risposta del sindaco è stata evasiva e non ha fornito alcuna garanzia sulla sicurezza dei cittadini. In particolare, il sindaco afferma che “ritengono che l’intervento eseguito sia stato effettuato nel rispetto del progetto e delle disposizioni vigenti del codice della strada in materia di sicurezza stradale…”. Cosa intende esattamente con “ritengono”? È un’affermazione di certezza o solo una convinzione?» si domanda Adriano Cheli consigliere di minoranza di ModiglianAttivazione.

«Vorremmo sottolineare, inoltre, che la scelta di utilizzare rivestimenti in legno per i guardrail di via Tramonto potrebbe comportare una spesa aggiuntiva per la manutenzione e la sostituzione nel tempo, il che potrebbe essere un onere per la comunità locale e per le future Amministrazioni. Speriamo che vengano considerate alternative più sostenibili e meno costose per la comunità. Noi chiediamo al sindaco Dardi di essere più trasparente e di fornire informazioni precise sui lavori in corso e sui tempi previsti per la loro conclusione. I cittadini di Modigliana meritano di sapere cosa sta succedendo e quando potranno vivere in sicurezza. Con 108 milioni di euro stanziati per la ricostruzione e dopo numerose riunioni con le associazioni di categoria, che pure dovrebbero rappresentare gli interessi dei cittadini, ma che in realtà non hanno sollevato particolari problematiche a favore della comunità, riteniamo che sia giunto il momento di cambiare approccio. Invece di riunirsi con le associazioni di categoria che hanno una visione generale, sarebbe più utile incontrare i cittadini via per via, quartiere per quartiere, per ascoltare le loro esigenze e preoccupazioni specifiche» è il suggerimento del consigliere di ModiglianAttivazione.

«Ormai siamo abituati, fra le riunioni con le associazioni di categoria e varie riunioni, a ascoltare un elenco, il solito elenco di lavori progettati con il finanziamento di 108 milioni. Però, qui a forza di ascoltare il solito disco, la scadenza dei finanziamenti Pnrr si avvicina: la fine di giugno 2026 è alle porte. È tempo di agire, non di parlare.
Come opposizione, abbiamo anche segnalato situazioni pericolose che richiedono attenzione immediata, come ad esempio lo stradello alto del Casone, dove ci sono sassi enormi distaccati dalla rupe e fermati da gabbie, che danno un brutto vedere e potrebbero staccarsi in qualsiasi momento. Nonostante le nostre segnalazioni, non è stato fatto nulla per risolvere questo problema. Questo è solo un esempio di come la nostra attenzione sia focalizzata sulla sicurezza dei cittadini, a differenza di quanto sembra essere il caso dell’Amministrazione comunale» argomenta Cheli.

«Un esempio emblematico di come questi lavori possano essere migliorati è il caso del ponte di Cà Stronchino. Dopo aver investito fior di euro nella sua ricostruzione, manca ancora la segnaletica sulla portata del ponte e non è chiaro a quale categoria appartenga. Inoltre, le ringhiere laterali sono state ristrette, rendendo difficile il passaggio di due mezzi pesanti contemporaneamente. È inaccettabile che, nonostante i lavori siano stati collaudati e a norma, manchi ancora quel filo di chiarezza e di organizzazione che dovrebbe caratterizzare un’opera pubblica. I cittadini attendono fatti concreti e date di fine lavori certe, non parole generiche. È ora di lasciare da parte le autocelebrazioni e le foto promozionali nei cantieri e di concentrarsi sui problemi reali. I cittadini vogliono vedere risultati concreti e non foto di circostanza. Soprattutto, è importante risolvere i problemi dei cantieri fermi, come quello di via Casale località Pracchio, che impedisce di iniziare il cantiere di via della Costa» conclude Cheli.

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