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Canto del muezzin. Scirri: «Quando le istituzioni alimentano la paura la città si divide»

Di Staff 4live Leggilo in 2 minuti
Aggiornato: 24 febbraio 2026
Canto del muezzin. Scirri: «Quando le istituzioni alimentano la paura la città si divide»

«Le parole pronunciate in Consiglio comunale dall’assessore Bartolini e dal consigliere di maggioranza Farneti in risposta al question time di Alleanza Verdi e Sinistra sul tema del canto del muezzin non sono state una semplice opinione personale: sono state una presa di posizione politica che merita una risposta chiara. Definire “inquietante” un suono legato a una pratica religiosa, sostenere che crei “insicurezza” e parlare di “difesa della nostra cultura dall’islamizzazione” significa alimentare un clima di contrapposizione culturale che nulla ha a che fare con la gestione amministrativa di un Comune» sono le parole di Diana Scirri consigliera comunale di Alleanza Verdi e Sinistra.

«Se esiste un problema di volume o di quiete pubblica, esistono regolamenti e strumenti amministrativi. Ma qui non si è parlato di decibel: si è parlato di identità, di appartenenza, di “noi” contro “loro”. Un assessore che si esprime in questi termini non sta rafforzando la sicurezza: sta legittimando un clima di sospetto verso una parte della cittadinanza. E quando le istituzioni normalizzano questo linguaggio, il confine tra opinione e discriminazione si assottiglia pericolosamente. L’odio non nasce nel vuoto, ma da parole ripetute, da generalizzazioni, da paure costruite» argomenta Scirri.

«E produce conseguenze concrete: discriminazione, emarginazione, ghettizzazione. Processi che, a loro volta, alimentano fratture sociali e insicurezza reale. È un circolo vizioso che una classe dirigente responsabile dovrebbe spezzare, non alimentare. La libertà religiosa è tutelata dalla Costituzione. Il principio di laicità impone alle istituzioni imparzialità e pari dignità verso tutte le confessioni. Non si può rivendicare il crocifisso come simbolo identitario e contemporaneamente descrivere una preghiera islamica come minaccia, perché la laicità non è selettiva. Ridurre la presenza di persone musulmane a un problema generato dalla “sinistra che ha riempito la città di islamici” significa trasformare cittadini, lavoratori e famiglie in bersagli politici. La sicurezza non si costruisce contro qualcuno. Si costruisce con diritti, servizi, lavoro, inclusione e coesione sociale. Forlì è una città plurale. Le istituzioni dovrebbero essere il luogo che tiene insieme questa pluralità, non quello che la divide. Alleanza Verdi e Sinistra continuerà a difendere la laicità delle istituzioni e a contrastare ogni linguaggio che rischi di trasformare la paura in politica» conclude Diana Scirri di Alleanza Verdi e Sinistra.

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