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Morgagni: «A Forlì non c’è posto per i capolavori del Guercino, o in esilio o in deposito»

Di Staff 4live Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 18 gennaio 2026
Morgagni: «A Forlì non c’è posto per i capolavori del Guercino, o in esilio o in deposito»

«A Forlì non c’è posto per i capolavori del Guercino. È questa la conclusione alla quale si arriva leggendo la determina con cui, nei giorni scorsi, l’Amministrazione ha prorogato per la terza volta il prestito di cinque quadri (due del Guercino e tre di artisti della sua scuola) al Comune di Cento. Il ritorno delle opere a Forlì, originariamente annunciato per la primavera del 2025, è progressivamente slittato ed oggi è previsto al 31 dicembre, data che a questo punto è legittimo chiedersi se verrà rispettata. Come più volte già sottolineato in passato, il tema non è mettere in discussione l’utilità e il valore culturale degli scambi di opere» è il commento del consigliere del Partito Democratico Federico Morgagni.

«Il problema nasce dal fatto che la Giunta ha candidamente dichiarato che la ragione del continuo rinvio del ritorno dei quadri a Forlì è che non si è trovata una soluzione capace di valorizzarli e renderli fruibili per cittadini e visitatori nelle more degli interminabili lavori su palazzo del Merenda, loro originaria collocazione, e che quindi il loro destino sarebbe finire in deposito. Con l’aggravante che il cantiere del Merenda è in corso dal 2019, e quindi la Giunta ha avuto anni e anni per pensare a dove ricollocare le tele del Guercino nel momento in cui i lavori ne avessero richiesto lo spostamento, come poi è avvenuto. Oltretutto se, come pare di capire da una sommaria dichiarazione rilasciata dell’assessore alla Cultura, l’idea della Giunta è che la collocazione finale dei quadri sia il San Domenico, il problema si complica ulteriormente, visto che ci vorranno ancora anni e anni per la conclusione dei lavori del quarto stralcio» argomenta il Dem forlivese.

«Il rischio, quindi, è che il destino di alcuni dei pezzi più pregiati delle nostre collezioni sia rimanere “in esilio” a Cento oppure tornare a Forlì solo per finire in deposito, e comunque rimanere per chissà quanti anni non fruibili per i nostri concittadini e i visitatori. A rendere ancora più sconcertante la vicenda è il fatto che il 2026 sarà per Forlì “l’anno del barocco”, con lo svolgimento di un’importante mostra ai Musei del San Domenico. Proprio mentre la mostra ospiterà decine di capolavori appartenenti a questo stile artistico arrivati da altre parti d’Italia ed Europa, cinque delle più pregiate tele di epoca barocca parte delle collezioni della nostra città rimarranno invece “posteggiate” a Cento, perché la Giunta Zattini non è stata in grado di trovare per loro una sede espositiva adeguata. Solo pochi giorni fa, di fronte a un bilancio che prevedeva forti tagli proprio nel prossimo triennio alle politiche culturali, ci siamo chiesti se la Giunta creda davvero nella candidatura della nostra città a Capitale della cultura. Oggi, di fronte al trattamento riservato alle opere del Guercino, questa preoccupazione non può che crescere» conclude Morgagni.

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