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Forza Italia Forlì lancia la campagna per il sì al referendum sulla giustizia

Di Staff 4live Leggilo in 4 minuti
Aggiornato: 26 gennaio 2026
Forza Italia Forlì lancia la campagna per il sì al referendum sulla giustizia

La riforma della giustizia, proprio perché tocca il cittadino nella sua identità e nella sua libertà, era per Silvio Berlusconi, e lo è oggi anche noi, la riforma delle riforme”: affermano Joseph William Catalano, responsabile regionale dell’ organizzazione del coordinamento regionale di Forza Italia Emilia Romagna; Giuseppe Petetta, assessore comunale a Forlì e responsabile di Forza Italia nei rapporti con gli alleati in Romagna; la coordinatrice comunale azzurra Barbara Semeraro; e il gruppo dei consiglieri comunali di Forza Italia a Forlì.

Il referendum chiamerà i cittadini il 22 e 23 marzo a esprimersi su una riforma costituzionale che incide sull’organizzazione della magistratura, introducendo la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Per noi votare ‘Sì’ è una conquista civile, di civiltà giuridica, che tanto farebbe bene a questo Paese in conflitto eterno tra politica e magistratura. Ritenendo convintamente che la distinzione dei ruoli, l’imparzialità percepibile (ed effettiva) del giudice e la chiarezza delle funzioni siano principi di civiltà giuridica”: spiegano gli esponenti locali di Forza Italia.

E al di là delle accuse mosse a chi si dice contrario a questo referendum, siamo convinti che questa riforma possa garantire maggiormente l’indipendenza della magistratura nei confronti di ogni altro potere, assicurando l’autonomia piena del giudice e liberandolo dai condizionamenti che derivano dalla comunanza di interessi corporativi con i suoi colleghi che esercitano le funzioni dell’accusa, a volte, e lo dicono le sentenze di terzo grado di tanti processi politici alla ribalta della cronaca, anche ispirate da teoremi politici, prima ancora che giuridici”: aggiungono ancora i dirigenti forlivesi di Forza Italia.

A nostro parere, il recupero di un’effettiva imparzialità del magistrato gioverà anche all’efficienza del sistema e ai tempi di celebrazione dei processi”: sostengono gli esponenti forlivesi di Forza Italia. “Nel dibattito aperto sui quesiti referendari auspichiamo che i sostenitori del ‘No’ rifiutino la facile postura del dileggio politico che sfugge a un vero confronto dialettico, che vorremmo invece improntato, senza pregiudizi o steccati ideologici, all’analisi del merito della riforma. La politicizzazione del confronto referendario rischierebbe di snaturare la sua reale, obiettiva importanza”: aggiunge Forza Italia Forlì.

E citano tra i tanti che tifano per la separazione Augusto Barbera, insigne giurista, ex presidente della Corte costituzionale, ed ex parlamentare del Pci e Pds, e Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora, testimone diretta dell’indimenticato giornalista, vittima incolpevole della giustizia. “La separazione delle carriere dei pubblici ministeri da quelle dei giudici è necessaria, ed è necessario ricordare ai cittadini che la carriera unica era nata in altri tempi, decenni e decenni fa, per governare il rito inquisitorio, nel quale il Pm e il giudice cooperavano al comune obiettivo di trasformare l’imputato da presunto colpevole in condannato. All’opposto, con il via libera alla riforma la separazione delle carriere edificherà il processo sui diritti fondamentali dell’accusato, nella presunzione d’innocenza e forte della regola di giudizio dell’“in dubio pro reo”, nel segno dell’ imparzialità”: ribadiscono Catalano, Petetta, Semeraro e i consiglieri comunali di Forza Italia Forlì.

Siamo nel giusto e riteniamo che assecondando la riforma costituzionale che deriverà dal referendum potremo onorare l’articolo 111 della Costituzione italiana che sancisce il principio del giusto processo, stabilendo che ogni procedimento si svolga nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a un giudice terzo e imparziale, e garantendo la ragionevole durata del processo. E affinché ciò possa realizzarsi, è indispensabile che il giudice sia collocato in uno statuto ordinamentale distinto da quello del magistrato dell’accusa”: concludono gli esponenti forlivesi di Forza Italia che non celano l’orgoglio di chi: “vorrebbe portare a termine una delle tre riforme che i cittadini ci hanno chiesto di realizzare, votando per il centrodestra e mandandoci a governare questo Paese e le città” con l’obiettivo di “attuare finalmente il grande sogno di Silvio Berlusconi”.

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