“In merito al dimensionamento scolastico, la Provincia di Forlì-Cesena si era già espressa manifestando tutta la propria contrarietà rispetto a una scelta che, senza girarci troppo intorno, “taglia” risorse alla scuola, se non di plessi, piuttosto di personale amministrativo e scolastico, con scenari di “migrazione” tra un plesso e l’altro che sicuramente non giovano alla qualità dell’insegnamento e della organizzazione scolastica. È vero che l’idea del dimensionamento trae origine dall’introduzione del Pnrr nel 2021, ma è altrettanto vero che tutte le decisioni attuative sono state assunte nel 2023, sotto il governo Meloni. Fin dall’inizio la Regione Emilia-Romagna ha manifestato la propria contrarietà, dimostrando, dati alla mano, di aver già ricondotto le autonomie scolastiche entro i parametri previsti dalla normativa nazionale» è la risposta all’assessore Paola Casara (leggi qui) di Milena Garavini sindaca di Forlimpopoli e consigliera provinciale.
“La Provincia di Forlì-Cesena, all’interno della conferenza provinciale di coordinamento, pur non condividendo il provvedimento del governo, ma in pieno rispetto delle competenze istituzionali, aveva fatto alla fine del 2023 delle riflessioni su alcune situazioni del territorio che potevano essere sottoposte alla operazione di dimensionamento come Santa Sofia-Civitella e Cesenatico, indicandole in un decreto presidenziale, salvo poi prendere atto che l’operazione era stata ulteriormente rinviata dal governo, rinvio temporaneo in quanto lo stesso governo ha mantenuto la volontà di procedere alla riduzione delle autonomie commissariando tra le altre la Regione Emilia-Romagna e nominando un commissario “ad acta” per dare attuazione al provvedimento” precisa Garavini.
“Allo stesso commissario la Provincia ha messo a disposizione il provvedimento del 2023 con le indicazioni dei territori che erano stati individuati, mentre è stata una scelta propria e specifica del commissario quella di procedere con il dimensionamento dei due istituti forlivesi. Dispiace quindi che si possa pensare che la Provincia abbia avuto un ruolo in questa scelta, che è stata, giustamente visto il compito assegnato, unicamente del Commissario individuato dal governo Meloni e quindi unico interlocutore per il Comune di Forlì per qualsiasi considerazione in merito” conclude Milena Garavini.