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AdlCobas: “Basta cooperative che abbassano salari e diritti”

Di Staff 4live Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 13 gennaio 2026
AdlCobas: “Basta cooperative che abbassano salari e diritti”

Come organizzazione sindacale denunciamo da tempo l’uso distorto e strumentale del contratto collettivo nazionale delle cooperative sociali, impiegato per comprimere salari, diritti e tutele dei lavoratori e massimizzare i profitti delle aziende. Un sistema che si regge su appalti, subappalti ed esternalizzazioni e che consente alle cooperative di applicare contratti non coerenti con le mansioni realmente svolte. Anche la cooperativa For.B, che tra i numerosi servizi offerti gestisce la raccolta differenziata per Alea nel Comune di Forlì, rientra pienamente in questo schema: a chi opera nell’igiene ambientale viene applicato il contratto delle cooperative sociali” si legge in una nota di AdlCobas.

Una scelta che non è neutra, ma produce effetti materiali sulle condizioni di lavoro: straordinari e turni notturni pagati meno rispetto a quanto previsto dal contratto collettivo dell’igiene ambientale, il riconoscimento di solo metà della quattordicesima, l’assenza totale delle indennità previste per il settore e una maggiore esposizione alla precarietà. Il CCNL delle cooperative sociali consente infatti il rinnovo dei contratti a tempo determinato fino a 36 mesi, che diventano 40 nel caso delle persone ‘svantaggiate’, contro il limite dei 24 mesi previsto per l’igiene ambientale. È proprio su questo punto che emerge una contraddizione inaccettabile: le categorie definite “svantaggiate” vengono inquadrate da For.B attraverso percorsi di estrema precarietà, con un tirocinio iniziale di sei mesi seguito da contratti a termine rinnovati di anno in anno. Uno strumento che dovrebbe garantire inclusione e tutela delle persone marginalizzate viene invece piegato a vantaggio dell’azienda, trasformandosi in un meccanismo di ricatto occupazionale e di stabilizzazione mancata” continua la nota.

Non solo: For.B applica il livello più basso previsto dal contratto collettivo, riducendo ulteriormente salari e riconoscimenti professionali. A ciò si aggiunge l’uso diffuso di contratti part time che nei fatti coprono carichi di lavoro da tempo pieno, consentendo all’azienda di risparmiare su contributi, ferie e tutele, mentre chi lavora garantisce comunque la piena operatività. Siamo di fronte a un modello che utilizza l’ambiguità normativa per abbassare diritti e salari, anche all’interno di servizi pubblici essenziali come l’igiene urbana. Rivendichiamo l’applicazione del contratto corretto in base alle mansioni svolte, la fine dell’abuso dei contratti a termine e percorsi di reale stabilizzazione, a partire dalle persone oggi intrappolate in una precarietà strutturale. La dignità del lavoro non è negoziabile” conclude AdlCobas.

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