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Una postilla sul palazzo Masini-Casadei

Di Agostino Bernucci Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 8 marzo 2025
Una postilla sul palazzo Masini-Casadei

Sono rammaricato per dover ancora una volta ritornare sui problemi dell’odonomastica forlivese. Più volte sono entrato nel merito sottolineando errori, sviste e collocazioni di strade in luoghi assurdi per il nome che veniva usato. In quest’ultima occasione, parlando del meraviglioso Palazzo Masini-Casadei, mi ha scritto l’amico medico. Franco Fabbri che mi dice: “Io sono nato nell’allora Via Masini, dietro le Poste, ora via Gaudenzi. Così grazie a lui mi sono rammaricato quando a suo tempo non ho pensato dove fosse in Forlì una Via dedicata al Tenore Angelico. Un tempo era in pieno centro, dietro le poste, e oggi? Ho cercato ed ho trovato. Nel centro neanche a pensarlo. Ma allora dov’è?“.

Leggendo odonomastica: Settore Grandi Musicisti (ma Masini cosa centra con i musicisti?) in quel di Via Dragoni! Ma pensiamo un attimo quale onore è stato attribuito al tenore. Essere collocato in quello che al suo tempo era un luogo di piena campagna. Infatti l’attuale via Dragoni, che viene così denominata dal 1951 era allora una strada di campagna che correva lungo la ferrovia e che si congiungeva con la frazione Ronco. È come è successo al Conte Ferrante Orselli che da Via delle Torri è finito in quel di Bussecchio.

Spero di esserci quando l’anno prossimo ci saranno le celebrazioni per il suo centenario. I saccenti Amministratori che organizzeranno eventi su eventi, dove porteranno gli illustri ospiti? In Via Paccaglia (lasciamo perdere Cattaneo) o in via del Pozzo o in Corso della Repubblica? O in Via Dragoni? Ma chi è, mi piacerebbe saperne il nome, che ha ideato questa collocazione che con Forlì centro non ha nulla a che vedere. Peccato che il Teatro Comunale non ci sia più. Ma anche quello ai forlivesi benpensanti è stato sottratto. É finito a Faenza!

E Forlì non ha saputo neppure celebrare il suo nome con una via dignitosa, eppure ce ne sono tante anonime e disponibili ad un cambio. Ahimè! Mi viene in mente che ci sarebbe una strada importante proprio in mezzo alle proprietà di allora (i famosi orti Masini) del tenore limitrofa al suo Palazzo: Via A.Fortis. È un nome che oggi ai forlivesi non dice più nulla, anche se il personaggio ha ricoperto la carica di primo ministro. Anche fra i repubblicani benpensanti Fortis non ha rappresentato in modo adeguato il suo essere di quel partito. Da repubblicano a monarchico. Non certamente un bel gesto. Ma la carriera si fa anche così. È solo un’idea. Ma potrebbe anche essere valida per l’occasione del centenario. Ma io non sono nessuno e a Forlì la cultura la fanno ben altri. Se per caso mi leggono, a loro l’iniziativa. Grazie per avermi ascoltato.

Agostino Bernucci

L'autore

Agostino Bernucci
Agostino Bernucci

Agostino Bernucci è nato il 6 febbraio 1942 a S.Maria del Taro, Comune di Tornolo (PR). Casualmente, perché suo padre, Carabiniere, era continuamente trasferito. Le radici della sua famiglia sono invece nel Montefeltro. In chiusura di carriera la famiglia si è fermata a Forlì dove è sempre rimasta. È così nato in lui un interesse per questa sua città che col passare degli anni è diventato sempre più importante. Nel 1968 si è laureato all’Università di Bologna in Pedagogia e per decenni è stato insegnante di Letteratura Italiana e Storia nel triennio di diversi Istituti superiori della città, principalmente nel triennio dell'Istituto Commerciale “C.Matteucci”. È stato testimone della nascita del circolo culturale “E’ Racoz” e per decenni, fino al Covid, è stato membro del gruppo “Gli amici del lunedì”. Il suo interesse per la storia, soprattutto la storia di Forlì si è rafforzato con la pensione. Ha frequentato per diversi anni l’Archivio di Stato dove frugando e leggendo documenti su documenti, è venuto a conoscenza di tanti fatti importanti o anche solo curiosi. Oggi grazie (!?) al Covid, chiuso in casa, ha riscoperto tutto ciò che aveva raccolto ed ha scelto gli argomenti a suo parere più interessanti. La sua famiglia è composta da sua moglie, suo figlio, sua nuora e due nipoti Francesco ed Emanuele.

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