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Programmi di storia

Di Roberto Balzani Leggilo in 2 minuti
Aggiornato: 19 gennaio 2025
Programmi di storia

Diffido degli annunci, destinati alla propaganda, ragion per cui mi astengo da commenti generici, riservandomi di leggere i documenti ufficiali. Credo che Ernesto Galli della Loggia e i colleghi impegnati nella revisione dei programmi della scuola dell’obbligo abbiano risposto all’esigenza legittima di un governo cui si sentono affini, così come è sempre accaduto.

Del resto, nella normalità della scuola, i professori delle medie si sono sempre occupati di Italia e di Occidente più che del mondo, salvo che il terzo anno. Dunque, è sensato ristabilire una coerenza fra ciò che si dice e ciò che si fa. Va però verificata l’effettiva importanza attribuita alla storia in base alle ore settimanali riservate alla disciplina, una volta giustamente separata dalla geografia.

Sappiamo infatti che la geostoria ad oggi consentiva di approfondire argomenti di storia, non già di insegnare come Braudel o Wallerstein (non lo ha mai fatto nessuno o quasi, alle medie). Vedremo, in altri termini, se il tempo per la storia si ridurrà o resterà eguale a prima. Il punto è questo. Penso sia difficile che aumenti, nonostante la retorica ministeriale. Il resto sono, appunto, chiacchiere buone per la propaganda o per la contropropaganda.

Roberto Balzani

L'autore

Roberto Balzani
Roberto Balzani

Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.

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