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Mambelli (RF): «Il Santuario di Fornò si è meritato il Pnrr»

Di Staff 4live Leggilo in 2 minuti
Aggiornato: 23 maggio 2024
Mambelli (RF): «Il Santuario di Fornò si è meritato il Pnrr»

«Apprendiamo con grande piacere, anche se da una fonte non ufficiale, che il gruppo di lavoro dedicato al Santuario di Fornò, composto da tecnici e volontari e coordinato da don Mauro Ballestra (rettore del Santuario), ha raggiunto un grande successo tecnico/amministrativo ottenendo il desiderato finanziamento dal Pnrr. L’importante cifra, si parla di 740.000 euro, sarà impiegata per gli inderogabili lavori di adeguamento della storica struttura a pianta circolare che caratterizza la bellissima chiesa di Santa Maria delle Grazie di Fornò. L’ottenimento del finanziamento è stato concesso dopo che le Diocesi romagnole si erano viste respingere in prima istanza gli importanti progetti presentati. Nuove interlocuzioni dei tecnici con il Ministero hanno però portato all’inserimento del santuario fondato da Pietro Bianco da Durazzo e di altri edifici sacri del territorio, nella graduatoria che consente l’accesso al finanziamento. Lo studio e le analisi condotte nel tempo sull’antica struttura sacra hanno dato i risultati sperati. Fornò è un vero gioiello e sarà rimesso a disposizione della collettività. Il santuario si è “meritato” il Pnrr» è il commento di Marino Mambelli, referente Cultura e candidato consigliere della Lista civica RinnoviAmo Forlì a sostegno di Rinaldini sindaco.

«Abbiamo contattato l’architetto Claudio Giannelli, direttore dell’Ufficio per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto. Quest’ultimo ci ha confermato la non ufficialità della notizia, ma si è detto particolarmente soddisfatto trattandosi di un progetto legato ad uno studio approfondito che la Diocesi e la comunità hanno condotto con grande sensibilità e competenza. La cifra indicata andrà a coprire essenzialmente le spese di adeguamento delle fondazioni, dell’impiantistica e del contrasto all’umidità. In attesa dell’ufficialità la parola passa ai tecnici. Il tempo a disposizione per i lavori è limitato. La storia del complesso religioso è di grande interesse. Affascinanti sono le capriate e la pianta circolare che comprende due edifici concentrici. Il primo impianto fu realizzato nel 1450 da Pietro Bianco da Durazzo, che la leggenda descrive come un pirata convertito, vestito con una tunica bianca. Fornò divenne molto influente. Papa Giulio II prese alloggio nel santuario prima di entrare in Forlì nel 1506. Per lui fu una sosta interlocutoria prima di incontrare i forlivesi per un nuovo accordo politico. Su una parete della chiesa è ancora presente un affresco che, anche se particolarmente rovinato, riproduce l’immagine dell’antico Papa» conclude Marino Mambelli.

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