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PD: «Deposito di via Asiago, un danno epocale al patrimonio e alla memoria della città»

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Nel Consiglio comunale di ieri il consigliere Matteo Zattoni è tornato sulla questione del deposito di via Asiago, coinvolto il 16-17 maggio scorso dall’esondazione del fiume Montone “con livelli di allagamento superiori a mt 3,50”, chiedendo in quale percentuale i beni ammalorati in esso conservati siano stati oggetto di scarto. «Un danno epocale al patrimonio e alla memoria della città – sostengono i consiglieri dem – è ciò che è emerso dalla risposta congiunta dell’assessora agli Affari generali e alle Risorse umane Baroni e dell’assessore all’Università e Cultura Melandri, i quali hanno reso pubblico per la prima volta il fatto che nel deposito di via Asiago il 59% dei beni bibliotecari ammalorati e il 55% dei beni archivistici ammalorati sono stati distrutti per sempre».

I consiglieri dem hanno ricordato che, all’interno del deposito, era custodito un vasto patrimonio culturale, composto fra l’altro da beni archivistici comunali dell’Archivio comunale di Forlì, da beni bibliotecari della Biblioteca comunale “Aurelio Saffi” e da beni del patrimonio storico-artistico museale. «Solo per i beni archivistici comunali – continuano i dem – parliamo di una distruzione per incenerimento di 3.000 metri lineari di documenti per un peso di 310,8 tonnellate, mentre per i beni bibliotecari lo scarto riguarda oltre 38.350 tra volumi e periodici. Per questo stupisce una volta di più ed è fonte di profondo rammarico la mancanza di qualsiasi azione preventiva a tutela del patrimonio culturale custodito nel deposito nonostante l’allerta rossa diramata lunedì 15 maggio, come già appurato nella seduta consiliare di fine giugno. Una grave e ingiustificata inerzia – concludono i consiglieri – che ha determinato un danno senza precedenti anche per le future generazioni di cittadini forlivesi».