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Il dossier “La Linea della palma” sui Comuni sciolti per mafia nel 2022-2023

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Ultimo aggiornamento:

Sarà presentato venerdì 17 novembre a Bertinoro, al Centro di residenza universitaria, a partire dalle ore 13.00, il dossier “La Linea della palma”, il nuovo report di Avviso Pubblico sui Comuni sciolti per mafia nel 2022-2023, con un focus sul Centro-Nord. L’incontro sarà la prima iniziativa della Scuola di Buona Politica ideata da Avviso Pubblico e dalla Fondazione Scintille di Futuro, presieduta da Pietro Grasso. Molti i protagonisti della due giorni, tra cui il Senatore Pietro Grasso, il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, l’ex Presidente della commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi e tanti altri esperti.

Il dossier, che è la naturale prosecuzione del precedente “Le mani sulla città”, presenta anche un focus sui decreti di scioglimento nelle regioni del Centro-Nord, non a tradizionale presenza mafiosa. Nel dossier sono disponibili dati aggiornati, analisi tratte dalle relazioni allegate ai decreti di scioglimento, sintesi dei documenti parlamentari, spunti di riflessione e proposte relative all’attuale normativa. L’obiettivo de La linea della palma è stimolare una riflessione su un fenomeno – l’inquinamento mafioso degli Enti locali – che provoca lo scioglimento di un Comune al mese, la sospensione della democrazia e danni enormi al tessuto socio-economico dei territori interessati.

Il report dimostra, inoltre, come l’attacco delle mafie si concentri di più sui piccoli Comuni: il 72% dei Comuni sciolti per mafia dal 1991 ha una popolazione residente inferiore ai 20.000 abitanti, il 52% inferiore ai 10.000 abitanti. Solo l’8.5% aveva una popolazione residente superiore ai 50.000 abitanti al momento dello scioglimento. Il trend si conferma anche al Centro-Nord, dove l’83% della presenza mafiosa è nei comuni con meno di 50.000 abitanti. Le ragioni sono diverse: i comuni più piccoli garantiscono ai clan vantaggi in termini di controllo del territorio e della società civile e c’è meno presenza di forze di polizia.

Inoltre i territori più piccoli sono meno esposti mediaticamente e questo giova agli affari dei clan ed è più facile far pesare la forza economica criminale sull’imprenditoria locale e sulle piccole amministrazioni. Infine, nel focus sul Centro-Nord, il report descrive i settori di interesse della criminalità organizzata, che investe su ambiente e territorio, sugli appalti, sull’edilizia privata e sui lavori pubblici, dove le mafie detengono un know-how di lungo corso; sono poi attenti alle attività economiche del territorio, alle società partecipate, al patrimonio degli enti, e poi ancora alle risorse umane, al settore dei rifiuti e a quello elettorale, con un alto grado di condizionamento che porta al cosiddetto fenomeno dello scambio elettorale.