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Pronto il piano di difesa idraulica. Buonguerrieri: «Procedure sburocratizzate»

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Con il piano di difesa idraulica dell’Emilia-Romagna, governo e struttura commissariale compiono un altro concreto passo per la ricostruzione post alluvione: 234 milioni di euro e procedure sburocratizzate consentono la messa in sicurezza dei corsi d’acqua, interventi che si aggiungono a tutti i lavori già effettuati in somma urgenza sugli assi fluviali. Queste risorse sono già nella disponibilità del commissario Figliuolo, ora Regione e Consorzi devono elaborare il cronoprogramma degli interventi il più velocemente possibile, perché ancor prima dei risarcimenti le persone chiedono la messa in sicurezza dei fiumi, fattore dimenticato dalla Regione stessa negli ultimi decenni, affinché non si ripetano eventi come quelli di maggio”. Così Alice Buonguerrieri, deputato di Fratelli d’Italia.

Il Piano predisposto dal commissario Figliuolo riguarda in prima battuta la Regione e i Consorzi di Bonifica a cui saranno erogati i finanziamenti per eseguire quegli interventi contenuti nella ricognizione fatta dopo l’alluvione – prosegue la parlamentare –. Ad esempio il ripristino della funzionalità idraulica del Savio e la gestione della vegetazione fluviale qui presente, o il rinforzo degli argini del Montone, ma anche il completamento del sistema delle aree di espansione e laminazione del Ronco o la sistemazione della briglia di San Lorenzo in Noceto a Forlì, solo per citare alcuni casi. Sono stati individuati numerosi interventi, dalla collina alla pianura, per ripristinare le condizioni pre alluvione, riducendo i rischi per i centri abitati e la sicurezza del territorio”.

È un piano articolato, dotato delle necessarie risorse, come promesso dal governo sin da subito: ora chiediamo alla Regione di elaborare il cronoprogramma degli interventi il più velocemente possibile e ci auguriamo che su questo fronte Regione e Consorzi siano più veloci, perché sui lavori di somma urgenza ad oggi sono stati richiesti solo 47 milioni di euro a fronte dei 289 milioni da subito disponibili. Ci sono imprese che hanno eseguito i lavori che aspettano di essere pagate e non si capisce perché quegli enti locali che fino a qualche settimana fa gridavano al dissesto finanziario, oggi non richiedano quelle risorse per pagare le imprese: la procedura di richiesta è semplice, bastano cinque minuti e una Pec. Inspiegabilmente non lo fanno, ma trovano il tempo di andare a protestare in piazza, è davvero incredibile” insiste Buonguerrieri.

Anche per il Piano di difesa idraulica la struttura commissariale, d’intesa con il governo, ha predisposto modelli semplici e chiari per poter procedere il più celermente possibile con gli interventi individuati. “La manutenzione dei corsi d’acqua, che purtroppo è mancata, è ora possibile attuarla all’interno di un importante quadro di sburocratizzazione. E’ infatti previsto l’affidamento diretto dei lavori fino a 500.000 euro, oppure una procedura negoziata senza bando con consultazione di tre o cinque operatori economici per progetti, rispettivamente, fino a un milione o due milioni di euro – conclude Alice Buonguerrieri –. Procedure semplici e snelle, condivise e supervisionate dal Commissario, che dopo gli interventi di somma urgenza consentono di procedere con ulteriori interventi di ricostruzione, ripristino e riparazione”.