Casa Giovan Battista Morgagni abbattuta

«Mentre l’assessore alla cultura favoleggia di “miglio bianco” e di Forlì nell’olimpo delle città che otterranno certamente, per le proprie bellezze culturali, il riconoscimento di appartenere al Patrimonio dell’Umanità, la nostra città è di nuovo esclusa, fatta salva Casa Saffi, dall’elenco di quelle in cui si trovano dimore di valore storico riconosciute dalla Regione. E dire che sono ben 52 le dimore che, in tutta la Regione, hanno ottenuto “un marchio di qualità per la valorizzazione e la fruizione delle dimore di esponenti del mondo della cultura, delle arti, della politica e della scienza”. Sicuramente, se non la si fosse lasciata abbattere per favorire una operazione immobiliare speculativa, la casa natale dell’illustre scienziato Giambattista Morgagni sarebbe rientrata in quell’elenco e avrebbe dato lustro alla nostra città» è l’attacco di Cristina Mengozzi e Alessandro Ronchi esponenti di Europa Verde di Forlì-Cesena.

«Il piccone demolitore la fa da padrone e ben 1200 case storiche nel centro potranno essere demolite tranquillamente, provocando un danno culturale immenso e irreparabile.
Non abbiamo sentito in queste ore la voce di nessun esponente dei partiti di maggioranza lamentare una nuova esclusione, niente interrogazioni, nessuna levata di scudi. Ci piacerebbe pensare che questo silenzio sia dovuto alla vergogna ma siamo certi che non è così: la casa di Morgagni, come dice un assessore, sorgerà più bella e splendente di prima.
Ci risparmi solo l’ultima vergogna: non tiri fuori la lapide staccata da tempo per farla appiccicare sui muri del nuovo edificio, sarebbe solo qualcosa di posticcio che recherebbe un insulto gratuito alla memoria del nostro più illustre concittadino» concludono Cristina Mengozzi e Alessandro Ronchi.

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