Oratorio San Sebastiano Forlì

Spiragli di Luce essere apostoli duemila anni dopo” di Paolo Graziani all’Oratorio San Sebastiano in piazza Guido da Montefeltro a Forlì dal 6 al 29 dicembre. Vernissage martedì 6 dicembre alle ore 17,00 presenta lo storico dell’arte Marco Vallicelli. Mostra visitabile dal lunedì al mercoledì 10,00-12,00 e 17,00-20,00 dal giovedì alla domenica 10,00-12,00 e 17,00-22,00.

A pochi mesi dal termine dell’evento dei Musei San Domenico dedicato a Maria di Magdala, “la Maddalena” figura femminile narrata artisticamente nei secoli nelle sue molteplici sfaccettature, Paolo Graziani artista forlivese informale concettuale materico si è soffermato sull’aspetto che ci teneva a evidenziare: ”quell’incontro la rese una persona migliore, con più consapevolezza, liberata da demoni e debolezze che la schiacciavano, accolse quella novità che muta il modo di amare, di vedere le cose, gli aspetti della vita, fu la prima a vedere Cristo risorto e ad annunciare l’evento pasquale”.

Ora duemila anni dopo, fra i meccanismi malati di questa società, la solitudine, disincanti, disillusioni e gli smarrimenti quotidiani, come accogliamo, testimoniamo, condividiamo e annunciamo quelle Parole, quell’infinito messaggio di amore e di speranza.
Paolo Graziani presenta un progetto umano e artistico straordinario di grande emozionalità. L’artista ci dice: ogni opera che troverete è un viaggio “spirituale unico non replicabile” rispecchia una ricerca esistenziale, il supporto diventa il territorio della riflessione, meditazione, nel quale si scoprono sentieri nuovi dell’espressione, portando l’artista a rileggersi, interrogarsi, commuoversi, finché non percepisce di aver detto tutto ciò che ci tiene a comunicare, nel modo, nella forma, con l’intensità che desidera trasmettere.

L’espressione artistica informale, concettuale, materica ha bisogno di questa lucidità per essere perforante, creare aperture di lettura e coinvolgere nel profondo chi ci si sofferma. “La Luce”, e “il come uscire dalle zone buie e scure”, rimane la base della sua prospettiva.
È propriamente questo che affascina dell’arte, il cercare di rappresentare ciò che non si vede, quello che si sente interiormente e rimane scolpito nell’animo. Attribuire estrema importanza alla materia, la necessità di sentirla, plasmarla tra le mani e sul supporto, un invito a percepirla come dimensione tattile, uno spazio in cui perdersi e ritrovarsi, diventa il luogo in cui rileggere l’esistenza, la realtà quotidiana e i tanti accadimenti. La finalità di generare comuni riflessioni sul momento, sulla nostra vita, che costituisce la cifra del suo modo di esprimersi, racconto artistico di una parola che germoglia vita, genera speranza.