Presentazione del libro “Ceppo e mannaia”

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La sezione forlivese dell’Anpi presenta giovedì 8 dicembre alle ore 16,30 a palazzo Romagnoli in via Albicini 12 a Forlì, il nuovo libro di Gianfranco Miro GoriCeppo e mannaia“. Ne parlerà, con l’autore il costituzionalista Marco Valbruzzi. Introduce il presidente della sezione forlivese, Vico Zanetti.

Già il titolo che riproduce un motto di saluto degli anarchici romagnoli di quel periodo spiega l’opera, che racconta, infatti, le storie di 13 anarchici, protagonisti di gesta e azioni rivoluzionarie in tutto il mondo, tra Ottocento e Novecento. Alcuni noti, come Andrea Costa, Amilcare Cipriani, Pascoli e Armando Borghi, altri giustamente riesumati dall’oblio come Pietro Cesare Ceccarelli e Carlo Valdinoci, tracciando allo stesso tempo un ritratto del movimento anarchico italiano del quale i romagnoli furono, all’origine, e non solo, grandi protagonisti. Un viaggio lungo quasi cent’anni che parte da Felice Orsini, meldolese, e vede chiudersi la carrellata con la figura di un grande partigiano, Sirio Corbari. In sintesi un importante spaccato politico della storia della nostra regione.

Gianfranco Miro Gori nasce a San Mauro Pascoli l’11 agosto 1951. Dopo gli studi classici si è laureato in filosofia all’Università degli Studi di Bologna e ha conseguito il dottorato di ricerca in “storia e filologia del cinema” nello stesso ateneo. Ha fondato la cineteca del Comune di Rimini nel 1986, dirigendola fino al 2012. Tra i primi a dedicarsi in Italia ai rapporti cinema e storia, si è occupato del regista Federico Fellini, dello sceneggiatore e poeta dialettale Tonino Guerra, del musicista Secondo Casadei e del poeta Giovanni Pascoli. Nel 2000 ha progettato l’associazione culturale Sammauroindustria, della quale è stato eletto presidente varandone le iniziative principali: il Premio Pascoli di poesia, il concorso Un talento per la scarpa riservato ai giovani stilisti, il Processo del X agosto nella Torre. Nel 2004 è stato eletto sindaco di San Mauro Pascoli (FC), carica che ha mantenuto fino al 2014. Ha pubblicato un romanzo Senza Movente e quattro raccolte di poesie in dialetto (Strafócc, Chiamami Città, Rimini, 1995; Gnént, Pazzini, Verucchio, 1998; Cantèdi, Mobydick, Faenza, 2008; È cino, la gran bòta, la s-ciuptèda, Fara, Rimini, 2014).