Celletta dei Passeri

In questo periodo sono visitabili, su tutto il territorio forlivese, diversi presepi molti dei quali meritano di essere visti per la loro unicità e perché danno la possibilità di scoprire anche luoghi insoliti, come quello predisposto all’interno della Celletta dei Passeri, sita nell’omonimia via nel quartiere dei Romiti. Il presepe è composto da oltre 70 statue meccaniche di diverse dimensioni e da una serie di effetti speciali. La scena è resa ancora più coinvolgente dalla presenza di una voce fuori campo e di musiche, che aiutano i visitatori a immergersi pienamente nell’atmosfera natalizia.

Nel catalogo della mostra fotografica “Le cento chiese di Forlì” curata da Gianfranco Argnani, Mauro Mariani e Gabriele Zelli, attualmente allestita al Vescovado, in piazza Dante Alighieri, sono riportate essenziali notizie sul luogo di culto che si trova poco distante dalla chiesa dei Romiti. La Celletta fu costruita fra il 1675 e il 1690 per conto della contessa Costanza Menghi, vedova dell’Aste, annessa ad una casa colonica che, nei primi decenni del Novecento, era di proprietà della famiglia Rivalta-Paganelli. Al suo interno si venera la Madonna del Fuoco, la cui effige su tela, non più presente in loco, è stata attribuita a esponenti della scuola pittorica del Cignani.

Nel 1922 don Eugenio Servadei Mingozzi, parroco di San Giorgio, essendo stato invitato a predicare nella chiesa dei Romiti, volle visitare il vicino oratorio e nell’occasione, da persona attenta alla storia e all’arte, in un muro interno scoprì l’antico affresco, ora molto compromesso, della Madonna delle Vigne. La Celletta è stata restaurata un prima volta nel 1929 e successivamente alla fine del secolo scorso. Da segnalare che nei pressi sono presenti due oratori, annessi ad altrettante case padronali, di cui non si hanno notizie e al momento uno non è più utilizzato e l’altro si trova in uno stato di totale degrado edilizio.
L’apertura del luogo di culto fino al 6 gennaio avverrà secondo i seguenti orari: feriali dalle 15,00 alle 18,30, mentre nei festivi dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15,00 alle 18,30.

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Ex sindaco di Dovadola, classe 1953, dal 1978 al 1985 dipendente del Comune di Dovadola. Come volontario in ambito culturale è stato dal 1979 al 1985 responsabile della programmazione del Cinema Saffi e dell'Arena Eliseo di Forlì e dal 1981 al 1985. Coordinatore del Centro Cinema e Fotografia del Comune di Forlì. Nel giugno 1985 eletto Consigliere comunale e nell'ottobre 1985 nominato Assessore comunale di Forlì con deleghe alla cultura e allo sport. Da quell'anno ha ricoperto per 24 anni consecutivi il ruolo di amministratore dello stesso Comune assolvendo per tre mandati le funzioni di Assessore e per due a quella di Presidente del Consiglio comunale. Dirigente e socio di associazioni culturali, sociali e sportive presenti in città e nel comprensorio. Promotore di iniziative a scopo benefico. E' impegnato a valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico di Forlì e della Romagna. A tale scopo dal 1995 ha organizzato una media di oltre 80 appuntamenti annuali, promuovendo anche interventi di recupero del patrimonio architettonico di alcuni edifici importanti o delle loro parti di pregio. Autore di saggi e volumi, collabora con settimanali, riviste locali e romagnole. Dirigente dal 1998 di Legacoop di Forlì-Cesena in qualità di Responsabile del Settore Servizi. Nel 1997 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.

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