Via Romea Germanica guida di Flavio Foietta

Sempre ben accolta la conclusione di un’iniziativa, utile alla cultura del territorio, magari facendo scorrere sul fil rouge della storia la conoscenza di luoghi e avvenimenti, usi e tradizioni, addirittura miti e leggende che con la vicenda storica si sono intrecciate e, tuttora, s’intrecciano in un esteso patrimonio di sapere e valori.
È il caso della “Guida Ufficiale della Via Romea Germanica. A piedi o in bici nella storia e nella natura dal Brennero a Roma”, magistralmente curata da Flavio Foietta, fra l’altro attuale presidente della stessa Associazione Italiana a tutela e promozione di detto percorso romeo.

Così, disponiamo finalmente di uno strumento importante ed agile per indirizzare la conoscenza, la fruizione turistica e naturalistica, enogastronomica e artigianale dei territori attraversati dall’antica via Romea Germanica, che dal Brennero conduceva a Roma pellegrini dell’Europa orientale e medio-orientale: dunque, una vera e propria rotta viaria lungo un percorso minutamente descritto per la prima volta attorno al 1250 dall’abate tedesco Alberto di Stade nei suoi Annales Stadenses.

Dalla città tedesca di Stade, prossima al fiume Elba nella Bassa Sassonia, e, poi, attraversando l’Austria, il percorso dei pellegrini, diretti a Roma sulla Via Germanica, si snoda per 2200 chilometri, dei quali 1019 in Italia: un tratto significativo di circa 70 Km. Attraversa l’odierna Romagna forlivese nei territori tra Forlì-Cusercoli-Bagno di Romagna, estendendosi pure a paesi limitrofi, soprattutto se, in passato, sedi di romitori o comunità religiose, ispirati dalla vicinanza a detta via di pellegrinaggio.

Il lungo, accurato lavoro compilativo della guida a cura di Flavio Foietta sarà ufficializzato giovedì prossimo 22 settembre al Palazzo del Capitano a Bagno di Romagna con la presentazione stessa dell’opera che, finalmente, con tanta dignità colma la mancanza, sinora sofferta, di un esauriente vademecum per muoversi su un tragitto tanto ricco di storia, arte e bellezza paesaggistica, potendone, così, apprezzare le diverse espressioni di civiltà e sapere.
Davvero rilevante che la presentazione di questa Guida Ufficiale della Via Romea Germanica avvenga a Bagno di Romagna, tappa importante e certa della stessa via storica; altrettanto eloquente che tale manifestazione si svolga nel Palazzo del Capitano, storico edificio, oggi centro di attività culturali ed informazione turistica del Comune bagnese.

Conosco bene l’autore, Flavio Foietta, che mi onora della sua amicizia, soprattutto ho potuto conoscere ed apprezzare in anteprima l’attenzione, il rigore con i quali ha costruito con tanto impegno questa preziosa guida. Sì, proprio una costruzione meticolosa e scrupolosa, come si addice ad un ingegnere, a lungo al servizio della Pubblica Amministrazione, e ad un ex sindaco, consapevole quanto spesso sia difficile, per tanti motivi, edificare provvedimenti utili e necessari ai cittadini.
Ho visto direttamente la realizzazione di questa Guida Ufficiale alla Via Romea Germanica, ho ammirato l’eccellente lavoro di ricerca delle fonti storiche, di trascrizione, interpretazione e collocazione di tanti toponimi, infine delle tantissime notizie illustrative dei territori lungo il percorso.

Il risultato è quello di una guida corposa, ma snella ad usarsi e capace di incuriosire sino alla fine perché comunicativa nel suo linguaggio semplice, immediato e senza orpelli; parla di storia, accompagnandola alla lievità del turismo attuale, a piedi o in sella alla bicicletta, come vuole anche una giusta pratica salutare dei nostri tempi.
Dunque, una guida che colloca davvero Foietta tra quanti sanno concretamente realizzare e rappresentare la valorizzazione culturale del territorio; un lavoro quello di Foietta che con tanta silenziosa operosità chiude la bocca a taluni suoi incauti perché immotivati detrattori, inclini più a considerare il prestigio che il lavoro di una presidenza. Ma, soprattutto, questa Guida Ufficiale alla Via Romea Germanica non può mancare dalla biblioteca, piccola o grande che sia, di ogni buon romagnolo.

Franco D’Emilio