camera commercio Forlì

Il sistema produttivo del territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini nei primi mesi del 2022, pur con tutte le difficoltà dovute allo scenario generale, fa registrare alcuni segnali positivi. Alcune principali variabili economiche risultano, infatti, in terreno più o meno positivo: imprese attive e localizzazioni, produzione e fatturato manifatturiero, volume d’affari delle costruzioni, vendite del commercio al dettaglio, fatturato del settore turismo, esportazioni e presenze turistiche. Lo scenario è accompagnato dalla decisa riduzione delle ore di cassa integrazione, di cui occorre rimarcare il calo di quella ordinaria, ovvero quella più strettamente legata alla pandemia. Si rilevano però problematiche relative al settore agricolo, legate specificamente alle criticità meteo. Situazione in chiaroscuro, invece, per il credito alle imprese, con Forlì-Cesena che continua a registrare un incremento e Rimini che, al contrario, da settembre scorso, fa rilevare un calo; fondamentale il supporto del Fondo di Garanzia, che, da un lato, ha permesso il pagamento dei debiti contratti e, dall’altro, ha finanziato la ripresa degli investimenti. In tale contesto si inserisce la netta crescita dell’inflazione che colpisce duramente il nostro territorio e che può rappresentare un freno alla ripresa economica.

I segnali congiunturali sono positivi, ma lo scenario generale è estremamente complesso e instabile e rende difficile individuare un percorso di crescita tendenziale. Viviamo in un mondo in divenire che deve continuamente cercare un equilibrio – commenta Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna -. In questo contesto, la Camera continua il proprio lavoro a sostegno del sistema imprenditoriale, allargando il proprio impegno sul tema della transizione digitale, in particolare su energia e innovazione, anche con attività sperimentali. Continuiamo, inoltre, il lavoro del nostro Osservatorio economico, aggiungendo una nuova lettura con l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per analisi predittive. La Camera vuole essere il soggetto autorevole, credibile e inclusivo, capace di coinvolgere tutti gli attori che operano nel territorio, per cogliere le opportunità per il futuro, oltre le emergenze. In questo processo, le imprese devono sentirsi protagoniste, per questo, con oggi inizia il percorso della Camera di commercio per la definizione del programma pluriennale 2022-2027, che prenderà ufficialmente il via il prossimo 22 agosto con una consultazione pubblica su piattaforma Open. Tra i principi fondamentali alla base del nostro percorso futuro, e dunque del programma pluriennale di mandato, ci sarà lo sviluppo di processi partecipativi sul territorio, perché la Camera di commercio si confermi luogo di dibattito aperto, di confronto, di elaborazione di idee, strumento strategico e agenzia per lo sviluppo territoriale”.

I dati aggiornati del territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini

Al 1 gennaio la circoscrizione territoriale della Camera di commercio della Romagna, che interessa le province di Forlì-Cesena e di Rimini, ha una superficie complessiva di 3.300 kmq e comprende 57 comuni (inclusi i due comuni ex provincia di Pesaro di Montecopiolo e Sassofeltrio); la popolazione residente ammonta a 730.837 abitanti, di cui l’11,6% stranieri. Nel 2020 la stima del valore aggiunto nominale (dati Istituto Tagliacarne) del territorio Romagna è pari a 19,4 miliardi di euro (-8,2% sul 2019), mentre il valore aggiunto nominale pro capite ammonta a 26.615 euro. Al 30 giugno risultano attive 71.906 imprese (sedi), in aumento rispetto al 30 giugno 2021 (+1,2%). L’imprenditorialità è particolarmente diffusa: 98 imprese attive ogni mille abitanti (90 in Emilia-Romagna, 88 in Italia).

I principali settori di attività economica del territorio Romagna sono, nell’ordine, il commercio (22,9% del totale delle imprese attive), le costruzioni (15,4%), agricoltura e pesca (12,1%), alloggio e ristorazione (10,5%), industria manifatturiera (8,3%) e le attività immobiliari (8,2%). I numeri pre crisi Covid delineano una realtà imprenditoriale articolata e intraprendente, caratterizzata da importanti specializzazioni e filiere: un mix produttivo composito nel quale alla rilevanza di un solido posizionamento nel settore primario (agricoltura e pesca) e secondario (manifattura) si affianca il ruolo di rilievo del terziario tradizionale (commercio, turismo) e di quello sempre più promettente del terziario avanzato e dei “grandi servizi” (cultura, università, sanità).

In base alle ultime previsioni Prometeia (rilasciate a luglio) per il 2022 si stima una crescita del valore aggiunto (a prezzi base e costanti) pari al 3,2% (+3,4% Emilia-Romagna, +3,1% Italia), a fronte di un 2021 archiviato con un incremento del 6,1%; aumento previsto anche per l’anno 2023, con una variazione annua minore (+1,9%).

Focus: i dati aggiornati sull’economia della provincia di Forlì-Cesena

Il tessuto imprenditoriale provinciale, al 30 giugno, è costituito da 36.657 imprese attive (sedi), in lieve aumento rispetto al 30 giugno 2021 (+0,3%). L’imprenditorialità è particolarmente diffusa: 94 imprese attive ogni mille abitanti (90 in Emilia-Romagna, 88 in Italia). Più della metà (il 56,8%) del totale delle imprese attive in provincia sono imprese individuali, mentre le società di capitale, pari al 20,0% del totale, rappresentano una quota progressivamente crescente. Riguardo alla dimensione d’impresa, ben il 93,9% del sistema imprenditoriale provinciale è costituito da aziende con meno di 10 addetti. In crescita il numero delle imprese artigiane (11.856 al 30 giugno, +0,7% sullo stesso periodo dell’anno precedente) mentre si riduce il numero delle imprese cooperative (475 al 30 giugno, -3,8% annuo).

Le start-up innovative al 20 giugno 2022 risultano 70 (+6,1% annuo); la maggior parte delle stesse (il 78,6%) opera nel macrosettore dei servizi. In merito all’andamento dei principali settori, la consistenza delle imprese agricole attive (6.176 unità al 30 giugno) risulta in flessione del 2,1% rispetto al 30 giugno 2021. Sul fronte della zootecnia (51,0% della PLV provinciale) si registra un prezzo in aumento (+58,7% media gennaio-giugno su medesimo periodo 2021) per il pollo da carne; uova: prezzo in crescita (+16,5% media gennaio-giugno su stesso periodo 2021). Le imprese del comparto pesca e acquacoltura, al 30 giugno 2022, sono 91, stabili in termini tendenziali. Nel mercato ittico all’ingrosso di Cesenatico, nel periodo gennaio-giugno 2022, si rileva una contrazione delle quantità commercializzate (-26,1% sul medesimo periodo del 2021) ed una flessione del valore del pescato (-6,4%), che risulta pari a 2,8 milioni di euro.

I dati relativi all’industria manifatturiera, derivanti dall’indagine congiunturale della Camera della Romagna (rivolta a imprese con più di 9 addetti), al primo trimestre 2022, evidenziano segnali positivi per produzione (+20,0% sul primo trimestre 2021), fatturato (+31,6%), ordini interni (+12,9%) ed esteri (+16,1%); le performance ottenute nel trimestre di analisi, inoltre, influenzano positivamente il trend medio degli ultimi 12 mesi (+21,9% e +27,0% i dati medi, rispettivamente, della produzione e del fatturato). La ripresa della produzione (sui 12 mesi) investe tutti i comparti, con i maggiori incrementi che riguardano, nell’ordine, macchinari (+32,2%), prodotti in metallo (+30,3%), calzature (+26,1%) e mobili (+22,6%). In tale contesto, si inserisce la crescita della dinamica occupazionale degli ultimi 12 mesi (+2,8%). In merito, infine, alla struttura produttiva, si rileva una sostanziale stabilità (+0,1%) della consistenza delle imprese manifatturiere attive al 30 giugno (3.444 unità), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nel settore delle costruzioni (5.798 unità a fine giugno) si riscontra un incremento annuo del numero di imprese attive (+3,4%), correlato ad una espansione del volume d’affari nel primo trimestre dell’anno, sostenuto dagli incentivi statali e dal driver turismo: +4,4% rispetto all’analogo periodo del 2021 (fonte: indagine congiunturale di Unioncamere Emilia-Romagna). Per ciò che concerne il commercio al dettaglio, le vendite nel primo trimestre 2022, in termini tendenziali, risultano in aumento (+1,2% sul primo trimestre 2021), grazie al comparto non alimentare (+3,3%), mentre diminuisce l’alimentare (-8,2%); riguardo alla dimensione, media e grande distribuzione sono caratterizzate da un incremento (rispettivamente, +4,0% e +4,8%) che si contrappone al calo della pic.