Le perdite idriche di un bene prezioso come l’acqua

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Le Associazioni Ambientaliste del Tavolo (TAAF formato da 8 Associazioni), hanno letto di recente sugli organi di stampa un’intervista fatta ad Alessandro Baroncini, direttore centrale Reti del gruppo Hera. “Basta un rapido sguardo agli anni passati per accorgersi che la situazione idrica in Emilia Romagna è tutt’altro che emergenziale: i dati Arpae confermano che l’estate 2021 è stata la terza estate meno piovosa degli ultimi 40 anni. Se a ciò si aggiungono le temperature in rialzo, con i mesi estivi 2022 che sono i più caldi degli ultimi 60 anni, trova giustificazione il quadro di deficit idrico che impone di prendere misure strutturali per far fronte ad una crisi climatica che è già in atto e che tenderà ad intensificarsi nei prossimi anni. Proprio per quanto riguarda i lavori strutturali l’assessore regionale alle politiche ambientali afferma in una sua relazione all’assemblea legislativa che vi sono gli elementi su cui fondare la propria strategia: più capacità di stoccaggio, meno perdite di rete e riutilizzo della risorsa idrica” si legge in una nota degli ambientalisti.

Sono i principi che già si rispecchiano negli investimenti previsti prima di tutto sul versante idropotabile: 197 milioni di euro di cui 132 milioni richiesti al Ministero attraverso il bando del Pnrr e i restanti finanziati in tariffa. Al centro, la sostituzione di tubazioni obsolete per la riduzione delle perdite, ma anche l’installazione di strumenti smart per la misura dei parametri dell’acqua per conoscerne i punti di fragilità; installazione di valvole di controllo delle pressioni. Più volte il TAAF ha segnalato l’inadeguatezza della rete di distribuzione idrica, e ciò a fronte dell’estremizzazione degli eventi atmosferici, conseguenza dei cambiamenti climatici. La rete idrica dell’Emilia Romagna ha circa il 30% di perdite d’acqua e questo dato non è un’invenzione delle associazioni ambientaliste ma è affermato dalla stessa Assessore all’ambiente regionale. Da anni non si investe adeguatamente in manutenzione della rete idrica e sostituzione delle tubazioni più obsolete” continua la nota.

Hera afferma che in due anni sono state sostituite o previste le sostituzioni di condotte in nove vie di Forlì. Ci sembrano molto poche. E pensare che i fondi per questo tipo di investimento ci sono e potrebbero portare anche un incremento di posti di lavoro. Hera sostiene che le tubature della Provincia di Forlì-Cesena hanno poche perdite. Da quanto si legge la stessa Hera, che non parla di percentuali, ma ammette una perdita d’acqua media di 4,86 metri cubi giornalieri per chilometro. La rete idrica provinciale è di circa 4000 chilometri che moltiplicati per i giorni dell’anno si calcola una perdita di oltre 7 milioni di metri cubi d’acqua all’anno. Non ci sembrano così pochi! Relativamente alle segnalazioni di perdite di acqua da parte dei cittadini Hera afferma di intervenire entro un’ora. Per esperienza diretta è vero che i tecnici entro poche ore si recano sul luogo per verificare la perdita, ma poi per intervenire impiegano anche 4 o 5 giorni e intanto l’acqua continua a scorrere. Perciò non si tratta di un vero e proprio “pronto intervento”. Pertanto anche l’acqua che Hera dice di aver recuperato con la manutenzione viene persa velocemente in caso di rotture. Queste rotture, soprattutto in estate, nella Provincia possono essere anche 5 o 6 al giorno. Gli enti gestori della risorsa idrica dovrebbero essere più responsabili nei confronti dei cittadini che pagano bollette sempre più alte (dove fra l’altro non vi è concorrenza) e avere maggior cura di una risorsa così preziosa” concludono Taaf e Wwf Forlì-Cesena.