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Quando chiude una scuola è una sconfitta per tutti, la tristezza è enorme e ci saremmo aspettati che altre voci – a partire dal comitato omonimo nato quando si diffuse la voce che le suore Orsoline lasciavano – si fossero alzate a difesa dell’asilo. Un servizio non può essere misurato solo in termini di costo, ma in primo luogo sulla base di ciò che esso è in grado di offrire ad una comunità. Per fare ciò è sufficiente guardarsi dentro e siamo sicuri che ognuno dei predappiesi abbia un ricordo che lo lega all’asilo Santa Rosa e che oggi lo faccia essere triste. La presenza dell’asilo comunale è (era) un’opportunità educativa diversa, nè inferiore nè superiore, che questa comunità è sempre stata in grado di offrire e che oggi, per la scelta di questa amministrazione, è definitivamente venuta meno, come ci hanno spiegato, per ragioni economiche: “non ci sono più bambini” si legge in una nota di Generazioni in Comune e dell’Associazione.

Non è esattamente così, ma, soprattutto se non si è in grado di offrire opportunità diverse a partire dai servizi scolastici, il rischio è che di bambini ce ne saranno sempre meno.
L’affidamento del servizio educativo prevedeva una durata di tre anni con rinnovo per altri due. Visto l’eccellente servizio svolto dalle insegnanti e dallo staff di Formula Servizi alle Persone noi avremmo continuato fino al termine previsto la gestione attuale, magari migliorando l’appalto e adeguandolo alle esigenze di oggi in accordo con il gestore come previsto dall’art. 19 del bando di affidamento. Non abbiamo condiviso la scelta dell’amministrazione Canali: la nostra decisione sarebbe stata un’altra. Ognuno si prenda le proprie responsabilità a seguito delle proprie azioni” conclude l’Associazione e il gruppo consiliare Generazioni in Comune.