Ladino

Sabato 11 giugno, con ritrovo alle ore 16,00 nella Chiesa di San Martino di Tours, in via Ladino 4 a Forlì, si terrà il secondo appuntamento del programma “Antiche Pievi: a spasso per la Romagna- Passeggiate culturali”. Nell’occasione Claudio Guidi, presidente dell’Associazione “Antica Pieve”, illustrerà il calendario delle attività promosse dal sodalizio, mentre Gabriele Zelli presenterà il quarto volume dedicato ai quattro luoghi di culto che saranno visitati durante i restanti sabati di giugno. Successivamente Marco Vallicelli, storico dell’arte, condurrà una visita guidata al bel complesso parrocchiale di Ladino, che è composto dalla chiesa intitolata a San Martino di Tours (316-397 d.C.), dalla canonica, dal cimitero, dall’abitazione del colono e da alcuni fabbricati di servizio costruiti più recentemente.

Poco lontano dalla chiesa si trova la villa dei marchesi Paulucci di Calboli la quale è immersa in un ampio bosco. La villa era stata acquistata dal marchese Cosimo nel 1643 ed era appartenuta al cardinale Luigi Capponi, arcivescovo di Ravenna. Secondo Leone Cobelli, storico forlivese del Quattrocento, la più antica memoria storica di Ladino risalirebbe al 670, per la presenza di un castrum, una fortezza di probabile fondazione romana (Castel Latino), castello che sarebbe sarebbe stato distrutto intorno al 670 da Grimaldo Longobardo; poi riedificato. Documenti risalenti all’894 testimoniano di un castrum latini, in seguito nominato anche castrum ladini, appartenente a Tiberio Berengari.

Nel 1170 era feudo del conte Uberto di Pitignano, il quale, fatto prigioniero dai faentini durante l’assedio del 1202, lo cedette a questi in cambio della libertà. Il comune di Faenza, temendo che cadesse in mano ghibellina, ne decretò la distruzione. Nel 1218 però i forlivesi lo ricostruirono, mentre apparteneva agli Ordelaffi, perché collocato in posizione strategica per sorvegliare zone di confine insediate dai guelfi faentini e dai fiorentini. Non a caso, nello stesso anno, fu oggetto di una pesante incursione faentina che lo rase al suolo. I resti del castello andarono disperdendosi e sulle sue fondamenta fu edificata la chiesa pievana, dedicata a San Martino.

Del castello ne rimane traccia solo nei pressi della chiesa e della casa colonica chiamata Fortezza, presso la quale si identificano tracce del fossato e delle cortine. Dopo la scomparsa del castello la popolazione locale andò a gravitare attorno alla piccola chiesa locale. Chiesa e canonica sorgono, infatti, sul luogo dell’antico castello, tant’è che l’edificio di culto fu edificato nel 1270 sui ruderi e con i materiali della rocca distrutta dai faentini, mentre la superficie occupata dal cimitero e dalle altre costruzioni era probabilmente non edificata ed adibita ad area di manovra per la difesa della fortezza. L’esistenza della pieve è confermata da un documento del 1290, un rendiconto delle decime giacenti nell’Archivio Vaticano, che alcune chiese erano tenute a versare alla Camera Apostolica.

Le successive visite guidate si svolgeranno nei sabati 18 e 25 giugno, alle ore 16,00, e riguarderanno la Pieve di San Bartolomeo Apostolo di Tipano (Cesena) e la Pieve di San Michele Arcangelo di Santarcangelo di Romagna. Ai partecipanti saranno consegnate in omaggio copia delle pubblicazioni “Antiche Pievi. A spasso per la Romagna” (quarta parte), a cura di Marco Vallicelli, Marco Viroli e Gabriele Zelli, foto di Tiziana Catani e Dervis Castellucci, e “Ladino, il bosco e il fiume. Itinerario storico-naturalistico: Ladino, Rovere, Terra del Sole, Ladino” di Gabriele Zelli, foto di Fabio Casadei. Partecipazione libera. Per informazioni Claudio Guidi: 3386462755.