Vietina: «Pnrr 2 e riforma dell’istruzione, adeguare gli stipendi dei docenti alla media europea»

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Proprio in questi giorni si stanno discutendo gli emendamenti per la correzione del DL 36, il cosiddetto Pnrr 2: è l’ultima possibilità per questo governo di realizzare una riforma incisiva e quanto mai necessaria del sistema scolastico. Ce lo chiede l’Europa ma ancora prima ce lo chiede quella parte di Paese che guarda al futuro e che sa che non può prescindere dalla valorizzazione di chi formerà gli adulti di domani, la futura classe dirigente e tutti i cittadini italiani. Sul tavolo ci sono molti punti di confronto ma mi preme sottolineare tre aspetti fondamentali: il primo e più cruciale è relativo al tema della retribuzione” è il commento di Simona Vietina parlamentare di Coraggio Italia e sindaca di Tredozio.

Secondo il rapporto Eurydice dell’ottobre scorso, gli insegnanti di scuola superiore italiani percepiscono uno degli stipendi più bassi d’Europa: spagnoli, francesi, finlandesi, irlandesi viaggiano con buste paga più pesanti per diverse migliaia di euro mentre in Germania e Danimarca il salario minimo lordo è più che doppio rispetto a quello di un insegnante italiano, raggiungendo quota 57mila euro lordi contro i 26mila del nostro Paese. Occorre quindi uno sforzo importante e tornare a dare dignità al docente anche equilibrando le retribuzioni alla media europea” insiste l’onorevole.

In questo contesto, ovviamente, non vanno toccate né la carta del docente né gli aumenti di carriera, ci mancherebbe altro! Ci sono poi altri due punti che mi stanno particolarmente a cuore: gli insegnanti di sostegno che ritengo debbano avere una propria classe di concorso autonoma, a riconoscimento di un ruolo complesso e che richiede specifiche competenze, e il tema delle selezioni. Su questo fronte, condivido la generale contrarietà ai cosiddetti ‘quiz a crocette’ che non valorizzano il percorso professionale, la competenza e l’esperienza di docenti ma rimettono tutto a una sorta Trivial Pursuit decisamente inadeguato” conclude Simona Vietina, parlamentare di Coraggio Italia e delegato d’aula.