Originalismo americano

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La sentenza antiabortista della Corte Suprema degli Stati Uniti risponde, è stato osservato, ad una lettura “originalista”, cioè letterale della Costituzione americana: Costituzione che, al tempo, prevedeva il diritto di portare le armi per difendere la libertà personale, ma che negava quelli più elementari delle donne, dei nativi e degli schiavi afroamericani. L’abolizione della schiavitù in Costituzione, il XIII emendamento, costò la vita al presidente Lincoln nel 1865. Un altro grande presidente, Wilson, fra il 1919 e il 1920 riuscì a far ratificare il XIX emendamento, contro le discriminazioni sessuali in materia elettorale.

Da allora, nessun emendamento sui diritti civili. Sono trascorsi 100 anni. Ecco perché una Corte Suprema “filologica” ha potuto permettersi di portare indietro le lancette dell’orologio della storia. Forse, in questi cento anni, un emendamento sui diritti della persona avrebbe anche potuto essere scritto. Forse sarebbe stato più importante dell’ultimo, il XXVII, che ha limitato nel ’92 gli aumenti degli stipendi dei membri del Congresso. La pietrificazione della Costituzione (che pure prevede l’ aggiornamento tramite emendamenti) ha finito per attribuire agli Stati competenze crescenti sul terreno dei valori, accentuando la frattura morale che già esiste a livello territoriale nella Grande Repubblica Federale.

Roberto Balzani

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.