Marco Lijoi, ipovedente, pioniere del nuoto paralimpico

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Marco Lijoi, 35 anni, ipovedente, può essere considerato il pioniere del nuoto paralimpico per la città di Forlì. Fino al 2019 non sapeva nemmeno nuotare bene e addirittura il suo primo approccio con l’acqua è stato fallimentare; ci ha riprovato però verso la fine di quell’anno, per un suo bisogno di stimoli personali. Descrive l’acqua come un guscio che ti difende dall’esterno, che dà pace, e al contempo che ti permette come di rinascere, un ambito in cui ti puoi esprimere libero da barriere e da ostacoli. Forse Marco nell’acqua ha trovato protezione da quei pregiudizi esterni di quelle persone che lo credevano incapace di grandi cose, per il limite della sua cecità.

Ora si allena tutti i giorni, anche più volte al giorno, per conquistare di volta in volta nuovi successi sportivi. Il più importante di quest’anno è arrivato a marzo al “Para Swimming Wold Series” di Lignano Sabbiadoro (una manifestazione internazionale con circa 400 atleti partecipanti di 38 nazioni diverse), dove Marco ha vinto l’argento in ben tre gare di nuoto paralimpico; le prossime sfide saranno i Nazionali di Napoli, a luglio, e i mondiali Aics in Finlandia, ad agosto. Marco è arrivato a tanto, passando anche da diversi insuccessi, da cui però ha saputo ripartire, arrabbiandosi sì, ma anche riflettendo che ciò che non ha permesso la vittoria di una gara è il punto su cui bisogna lavorare di più.

Il suo primo ostacolo è stata ovviamente la cecità, e questo ha fatto sì che lui sviluppasse maggiormente tutti gli altri sensi per tenere la direzione in acqua: si orienta con la sensibilità del corpo e conta tutte le sue bracciate, per esempio; confessa poi che ha dovuto faticare molto per capire il tempo opportuno per compiere la virata al muro a fine vasca. Lijoi deve tantissimo del suo successo all’allenatore Mattia Fabiani, molto bravo, ma anche molto esigente. Prima di essere allenato da Fabiani, si esercitava nel nuoto con la squadra Master di Rari Nantes Romagna e deve molto anche all’allenatore Marco Mambelli; ma a Marco non bastava e perciò si è messo a cercare, in regione, una realtà di nuoto agonistico paralimpico (FINP: Federazione Italiana Nuoto Paralimpico), decidendo di diventare un atleta professionista.

Fa esperienza per la prima volta a Riccione di questa realtà sportiva e contatta poi il responsabile regionale per poterne fare parte. Gli viene detto che sarebbe dovuto andare ad allenarsi a Bologna o a Riccione per inseguire il suo sogno, ma, con grande audacia, propone a Rari Nantes Romagna di portare il FINP a Forlì; ci riesce, grazie soprattutto al presidente di Rari Nantes, Marco Bandini, e al direttore sportivo, Marco Ricci.
Quando non nuota, Marco lavora come impiegato e condivide la vita con la moglie Elisa da cui ha avuto due figli, di 2 e 6 anni; la sua famiglia ed anche suo padre Roberto sono stati fondamentali, e tutt’ora lo sono, nel sostenerlo a livello sportivo. Lijoi è anche il presidente dell’Unione Italiana Cechi di Forlì.

L’atleta di Rari Nantes Romagna non immaginava nemmeno di arrivare a competere a così alti livelli; ma le sue massime esistenziali lo hanno portato fino a qui: “nella vita puoi continuare a lamentarti e a ripiegarti su te stesso, o decidi infine di dare una svolta; l’idea di essere diverso ti distrugge, ma io, che cosa ho di diverso dagli altri?!”
Per Marco Lijoi questo percorso sportivo è stato una sorta di liberazione: lui ci è riuscito attraverso il nuoto e la sua voglia di superarsi; ciascuno può riuscirci attraverso i propri talenti e forza di volontà.