Le province unite di Romagna

0

In Romagna il tempo sembra non passare mai. Il mondo cambia a velocità vertiginosa, e noi sempre a parlare delle stesse cose. Siamo ciarlieri e inconcludenti. Della Provincia unica romagnola, antidoto alla frammentazione della Regione Romagna e insieme rilancio di una politica istituzionale che tenesse insieme tutti i nostri territori, scrissi col Prof. Capano sul “Carlino” 15 anni fa. E poi ho cercato, da sindaco e anche dopo, di accompagnare ogni tentativo di unire una realtà fin troppo granulare. Che oggi, con la crisi demografica, rischia di ridursi a ben poco. Nulla di fatto. Sempre chiusure, più o meno eleganti.

Oggi ci riprovano anche le centrali cooperative, dopo sindacati e Confindustria. Chiedono che la Romagna sia considerata una città metropolitana diffusa. Giusto. Ma la politica non aspetti. Vada avanti risolutamente già ora, mettendo in comune i poteri pur limitati delle Province esangui attuali. Se non si darà prima un segnale di unità (politica) romagnola, è vano aspettarsi riconoscimenti da Roma o da Bologna. Se avessimo dovuto aspettare di avere i soldi per costruire la Diga di Ridracoli, berremmo oggi l’acqua dei fossi. La politica è coraggio, non solo gestione. E forse è venuto il momento per dimostrarlo (ma mi consentirete a questo punto l’inevitabile scetticismo del sessantenne).

Roberto Balzani

CONDIVIDI
Articolo precedenteAmmodernamento della Ss67: incontro con Acerbi
Articolo successivoDi Maio incontra i vertici delle istituzioni marocchine: «Nuove collaborazioni al centro dei colloqui»
Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.