fiume montone dovadola

L’emergenza climatica si fa sentire. Il livello dei fiumi è ai minimi storici e qualcuno finge di non capire la fonte del problema per riproporre progetti vecchi di 30 anni fa. Cosa aspettano i comuni della nostra provincia ad emettere ordinanze per il risparmio idrico? Occorre vietare temporaneamente, come fatto nel 2012, il riempimento delle piscine, il lavaggio dei cortili e piazzali, il lavaggio domestico delle auto e l’innaffiamento di giardini, orti e prati. È necessario inoltre ripensare alle colture che abbiamo sul nostro territorio, incentivando la transizione verso una agricoltura meno esigente dal punto di vista idrico, realizzando nuovi progetti per la depurazione ed il recupero delle acque ad uso agricolo ed industriale” commentano Alessandro Ronchi e Cristina Mengozzi di Europa Verde Forlì-Cesena.

È grave che ad oggi Arpae non abbia limitato il prelievo di acqua dai fiumi, per la quale sottolineiamo le ampie aree ancora prive di interventi e l’inadeguatezza delle restrizioni del 10% delle aree gialle, che sono impossibili da verificare. Senza interventi tempestivi, concreti e verificati con frequenza a poco valgono gli impegni generici presi dai nostri comuni, come ad esempio quelli contenuti nel “Patto dei sindaci per il clima e l’energia”, che avrebbe come fine anche quello di aumentare la resilienza dei territori al cambiamento climatico, alle siccità ed alle precipitazioni estreme, che sono due lati della stessa medaglia. Non si può inoltre ignorare che questa emergenza sia connessa all’abuso delle fonti di energia fossile (gas e petrolio) e che serva un impegno ancora maggiore per ridurre gli sprechi e sfruttare le fonti rinnovabili in tutto il territorio nazionale. Che i Verdi avessero ragione nel chiedere incentivi per il risparmio, l’efficienza e la produzione rinnovabile lo dimostra anche l’attuale crisi causata dalla nostra dipendenza dal gas russo, alla quale ci hanno consegnato la malapolitica di Berlusconi e dei suoi successori” concludono Ronchi e Mengozzi.